Piccola guida sui pericoli del Viaggio Astrale!

Caro lettore,

In questa piccola guida scopriremo assieme i pericoli del Viaggio Astrale.

Ti aiuterò a comprenderli, perché in pochi ne parlano apertamente, e se sottovalutati posso portarti a sperimentare conseguenze MOLTO poco piacevoli.

Ma non solo: possono addirittura offuscare del tutto i potenziali effetti positivi.

Bene, allaccia le cinture, si parte!

I pericoli del Viaggio Astrale: la mancanza di un “contesto spirituale”

Il primo dei pericoli del Viaggio Astrale è la mancanza di un contesto spirituale.

La mancanza di contesto spirituale ti può capitare quando decidi di fare un viaggio astrale senza una forte pratica preliminare alle spalle e senza farti delle domande sul PERCHE’ vuoi andare in astrale.

Infatti molte persone, affascinate dai racconti di molti viaggiatori astrali (o presunti tali), si tuffano nel viaggio astrale per estraniarsi temporaneamente dal grigiore e dalla monotonia della realtà ordinaria.

Sperando di trovare luoghi più luminosi, abitati da entità sagge, magari disponibili a elargire preziosi insegnamenti.

E qui sorgono due grossi problemi:

  1. per arrivare a un posto del genere, un luogo celestiale con una vibrazione elevata e abitato da esseri illuminati,(come il Regno Celeste), occorrono coordinate astrali molto precise. In altre parole devi sapere già in anticipo dove stai andando, in maniera da incanalare le tue energie in quella direzione. Non ti basterà saper uscire dal corpo, devi saper già in anticipo dove andare altrimenti tutto quello che otterrai sarà osservare dall’alto il tuo corpo fisico. E’ divertente le prime due volte che lo fai, ma dopo la terza, diventa un’esperienza ordinaria e noiosa.
  2. Una volta che raggiungi un posto come il Regno Celeste, e incontri uno spirito saggio e illuminato, non è detto che egli voglia parlare o interagire con te: infatti molti spiriti hanno parecchio lavoro da sbrigare, alcuni sono guaritori, diplomatici, insegnanti, guerrieri e hanno mansioni talvolta molto impegnative da adempiere.

In Eish Shaok il viaggio astrale lo farai raggiunto il grado iniziato, il sesto grado del percorso; in altre parole dopo parecchi anni dall’inizio della pratica.

 

Il secondo pericolo: gli scossoni e gli scompensi energetici

Uno dei pericoli più insidiosi del viaggio astrale (ma tuttavia non il peggiore) sono gli scompensi energetici.

Per fare un viaggio astrale come Dio comanda, ti servirà un sistema energetico forte, abituato a lavorare a ritmi più sostenuti.

(ho scritto per te questo articolo sugli ingrediente per diventare un grande viaggiatore astrale)

Affrontare un viaggio astrale senza una preparazione energetica e spirituale adeguata ti può portare a fastidiose conseguenze sul piano fisico: vertigini, mal di testa, attacchi di panico o ansia.

Questo succede perché un eccessiva quantità di energia fluisce verso i chakra alti, sesto e settimo in particolare, situati rispettivamente nel centro e nella sommità della testa.

Il corpo fisico si sente perciò ESTREMAMENTE indebolito a livello energetico, e soprattutto spirituale, in quanto una parte considerevole dell’energia che lo nutre e lo sostiene viene espulsa al di fuori di esso, o si concentra in maniera eccessiva nei chakra alti.

Non è una piacevole sensazione credimi, specie se non se preparato a gestirla e non c’è un insegnante nei paraggi a darti una mano.

A volte la paura e il panico generati sono così traumatici che la persona decide di abbandonare per sempre l’esplorazione del mondo astrale e spirituale.

Il che è vero un peccato.

Come puoi evitare tutto questo?

Semplice: anziché cercare di uscire dal corpo a tutti i costi, chiediti perché vuoi farlo e affronta i tuoi “demoni” interiori.

Usa il mezzo che preferisci: dalla psicoterapia, alla floriterapia con i fiori di Bach e quelli Australiani, allo sciamanesimo, al rebirthing, allo yoga.

Tanto per citare alcuni strumenti.

E se proprio cerchi un passatempo, scegli qualcosa di più sicuro e salutare, come la musica, le relazioni sentimentali o l’attività fisica: danza, jogging, arti marziali, palestra, ecc…

Fuggire dai disagi della vita quotidiana è comprensibile fino a un certo punto: ti invito tuttavia a lavorare sulle tematiche profonde e i bisogni inespressi che causano in te tali questi disagi.

Non è fuggendo temporaneamente che risolverai i tuoi problemi interiori; anche perché nel corpo fisico e sulla terra, prima o poi ci devi tornare.

Personalmente ho più di 8 anni di esperienza nei viaggi astrali come praticante (parliamo di una pratica quotidiana) e più di 6 come insegnante.

Il mio unico intento è aprirti gli occhi: una corretta informazione ci rende consapevoli e ci fa evitare brutte, inutili e dolorose sorprese.

 

Il terzo pericolo: le informazioni sbagliate

Spesso ti sarà capitato di leggere libri che parlano dei viaggi astrali e incontri con esseri di luce molto saggi e illuminati.

Non ti sto dicendo di non credere in quello che hai letto, semplicemente prendilo con le pinze: alcuni racconti sono frutto di viaggi interiori, come quelli sciamanici.

Che sebbene molto utili e interessanti, sono una cosa diversa dal viaggio astrale vero e proprio, in quanto sono viaggi all’interno del proprio universo interiore e NON in dimensioni al di fuori di te.

Inoltre molti viaggiatori astrali, che scrivono libri, non sanno quasi mai insegnarti come andare in astrale.

Come mai?

La ragione principale è che i loro viaggi astrali sono indotti da un’entità esterna, di solito un maestro spirituale disincarnato, il quale modula la sua frequenza energetica per renderla impercettibile a quella della persona.

In questo modo egli connette il suo corpo astrale a quello del viaggiatore e letteralmente lo trasporta per le varie dimensioni, mostrandogli scorci di mondi e di entità illuminate, e dandogli anche parecchie informazioni interessanti.

Facendo ciò lo supporta molto a livello energetico, trasferendogli molta energia, riducendo enormemente gli scompensi energetici di cui ti parlavo nel paragrafo precedente.

Di solito questi due spiriti, il maestro spirituale e il viaggiatore astrale incarnato in un corpo fisico sulla terra, condividono una grande affinità spirituale antecedente all’incarnazione del viaggiatore.

Così stringono un accordo pre/nascita per sfruttare il loro legame, trasettendo così all’umanità prospettive e atmosfere evolutive.

Esatto: nei fatti si tratta di una forma ibrida tra canalizzazione e viaggio astrale.

Non è affatto un caso che il viaggiatore astrale scriva dei libri o dei video sulle sue esperienze, anzi è proprio quello lo scopo dei suoi viaggi.

Aiutare altri così altri spiriti incarnati, come te che mi stai leggendo, a ricordare la propria origine divina.

 

Il più oscuro dei pericoli: l’incontro con entità maligne

Forse ti sorprenderà scoprirlo, ma esistono tante razze di spiriti diversi.

All’interno di ogni razza vi sono spiriti con differenti caratteristiche, aspirazioni e inclinazioni.

I luoghi abitati dagli spiriti vengono chiamati “dimensioni”.

La dimensione che visiterai quando raggiungerai il grado Iniziato è detta il Regno Celeste.

E’ un luogo permeato da una grande luce, patria di una razza di spiriti molto saggi che nel corso delle ere, hanno raggiunto l’illuminazione collettiva.

Cosa significa in soldoni?

Che i loro membri, a seguito dell’evoluzione collettiva della loro razza, nascono già con una profonda illuminazione spirituale che si sviluppa e approfondisce durante il corso della loro esistenza.

Accade così che nel Regno Celeste anche il più “scemo del paese” può far sembrare un’ignorante e un cretino il più evoluto dei maestri spirituali che si sono incarnati nel corso dei secoli sulla terra.

Purtroppo però non tutte le entità del multiverso però sono così evolute e benintenzionate.

Alcune di esse hanno una natura maligna intrinseca, malvagia, e distruttiva.

Incontrare alcune di queste entità può essere un’esperienza pericolosa, in quanto possono crearti non pochi problemi.

Possono sottrarti energia, attaccandosi al tuo corpo astrale come delle vere e proprie zecche astrali.

Oppure ferire letteralmente il tuo campo energetico, con conseguenti ricadute dolorose e negative sul piano fisico ed emotivo.

Può addirittura capitare che il corpo astrale del viaggiatore venga completamente distrutto da queste entità.

A quel punto sopraggiunge la morte fisica.

Infatti il corpo astrale costituisce la “batteria spirituale” del tuo corpo fisico, e se viene distrutto quando una grande quantità di energia viene espulsa, il corpo fisico muore.

Non sono parole facili da leggere, ascoltare, ne da accettare, ma la crescita spirituale è anche questo, aprire gli occhi e osservare che non sempre le cose sono o vanno come vorremmo noi.

Conclusioni

Se mi hai seguito fino a qui ti ringrazio, è un argomento che come avrai intuito mi sta molto a cuore.

Infatti ritengo che ci siano due modi di fare le cose: il modo giusto, che ti porta risultati, e quello sbagliato che ti può condurre a sonore e dolorose delusioni.

Il mio invito è NON approcciarti all’Eish Shaok solo per il desiderio di fare il viaggio astrale.

Rimarresti molto deluso e ti perderesti tutto il resto!

Continua a seguirci, nei prossimi articoli ti racconterò altri aspetti interessanti del mondo astrale e se sei interessato ai nostri corsi, contattaci!

Buona Vita e Buona Pratica.

 

Nella Dimora Celeste – Un libro per tornare a Casa

“La caduta dall’alto è la prima sensazione che si avverte quando si arriva sulla Terra. Voci distanti riecheggiano pesanti dentro la tua coscienza e piegano la forza anche dei più coraggiosi. In te sorgono progetti molto chiari, ma tu non riesci che a pensare agli altri. Ognuno di loro ha fatto d’altronde questo percorso prima di te. E ti chiedi: a me cosa attende? Sei in un luogo che fatichi a chiamare Casa, ma che sai anche essere la tua prova. Forse quella più grande. Un luogo che anche i migliori tra noi temono di guardare.”

Quello che desidero raccontare tra le pagine di ‘Nella Dimora Celeste’ è talmente straordinario che sento la necessità di preparare il campo prima del suo arrivo. Perché nulla di ciò che vi è contenuto appartiene all’orizzonte visibile con gli occhi, al paradigma condivisibile dalle menti. Ti dico subito, che ciò che davvero accadde, in alcune parti di questo mio libro non l’ho potuto narrare. Sarebbe stato impossibile da descrivere con una pela dimora celeste. eish shaoknna spronata a muoversi dalla ragione. Come ogni parola usata per descrivere  la realtà spirituale non può che disegnarne la forma, ma non palesarne il contenuto, anche qui ci si serve di un quadro che potrà soltanto tratteggiare quell’Universo di meraviglie che vive là fuori.  Le immagini che ho dovuto usare per spiegare cosa è accaduto fra me e i Maestri differiscono di molto dalla natura dei luoghi che vogliono descrivere, pur tuttavia, analogicamente, li rappresentano fedelmente. Ecco cosa ho potuto fare io nel riportare in questo mio libro gli incontri avvenuti fra me e i Maestri nella Dimora Celeste, nei mondi astrali.

Gli Annali dell’Akasha dove è contenuta la conoscenza di tutti gli Universi, la Stanza dell’Anima: la più alta tra le Dimensioni, il Consiglio degli Anziani Maestri che vegliano sulla Terra sono solo alcune delle molte meravigliose mete che ha toccato il mio viaggio. Spinto da una vocazione che non potei fare a meno di seguire, come molti tra coloro che si trovano oggi a camminare sulla Terra ricercandone il senso, ascoltando quella chiamata a tornare.

“Se hai percepito la sua chiamata significa che sei finalmente pronto, e anche che non hai altra scelta: devi risponderle. Certamente all’inizio proverai a non farlo, ma è inevitabile che sia lei a vincere, non puoi resisterle, presto ti stancherai. In sua presenza ogni respiro diventerà allora una forma di pura devozione, di profonda gioia, di totale asservimento a un Te più grande.”

Spiriti Guida, Sciamani Lakota, gli Antichi Re Sacerdoti..Questo libro non si limita a rendere pubblica l’antica tradizione Eish Shaok, esporre una filosofia o descrivere esercizi e consigli per la propria trasformazione interiore, ma si rivolge direttamente a spiriti in grado di comprendere l’Esistenza e di lasciare emergere la loro vera natura.

Per fare un esempio, le Dimensioni in cui avevano luogo gli incontri erano altro rispetto a questo Universo: realtà vibratorie in cui ogni estensione indefinita a partire da un punto, in qualunque direzione, ritorna sempre a questo punto di partenza ( se vuoi leggerne di più clicca qui). E, sempre per fare un esempio, il tempo della durata dei nostri incontri era costantemente uguale ad Eterno, né di più né di meno. Tanto che io stesso ci impiegai mesi e anni per tradurre ciò che ascoltai e imparai, e per riuscirci dovetti fare appello a tutta la mia energia.dimora celeste

Gli spiriti a cui mi rivolgo, quindi, devono essere spiriti stra-ordinari. Uomini e donne già presenti sul pianeta e, magari qui per l’ennesima incarnazione, ma disorientati: si sentono fuori posto, limitati da un labirinto di paure. Incapaci di ritrovare la loro missione e il loro cuore. ” La forza di questa esperienza sulla Terra è così attrattiva che miliardi di noi sono costantemente chiamati a parteciparvi per innumerevoli incarnazioni. Accade però loro qualcosa di inaspettato, come all’agile cervo quando si avvicina affamato e incauto all’esca dei cacciatori per scoprirsi poi brutalmente intrappolato. Non in molti sanno infatti che l’energia dello spirito tende a uniformarsi ai sistemi in cui si immerge. Egli sceglie di incarnarsi sulla Terra e, prima che se ne accorga, ne viene rapito. Si crea un profondo collegamento con questo mondo, un vincolo, una vera e propria ancóra che gli impedisce di uscire completamente dal pianeta nelle vite a venire. Tornerà e ritornerà risucchiato dalla sua gravità e lascerà nei geni dei corpi che abita la memoria del suo dolore..Se ti guardi intorno, laggiù, capirai bene di cosa parlo. Vedrai che la maggioranza degli spiriti vorrebbe fuggire, e non comprende il perché ha scelto per l’ennesima volta la vita umana. Percepisce una profonda contraddizione animarsi nel sottofondo della sua esperienza terrestre.”

Uomini e donne che è il momento di cercare, riunire, sottrarre all’edu-castrazione e ri-educare, come spiriti che vivono un’esperienza umana e non essere umani che ne tentano una spirituale. Va portata loro una visione di Libertà, di Coscienza e Ricchezza. Oltre quella paura di vivere e quell’identificazione con un ruolo sociale che li ha imprigionati fino ad oggi. Pronti al cambiamento..

“..è necessario che ognuno di noi arrivi ad indossare le proprie specifiche vesti e a concludere ogni altro ruolo precedente. Non è solo per te che lo fai, ma per tutti gli Universi.. Si tratta di una forza che ti conduce a sapere che quella determinata posizione ormai esula dalla persona che sei. Non preoccuparti di ciò che è stato, vive in te trasformato. Se tu lo portassi avanti continuerebbe a parlarti di chi eri fino a poco fa. Il suo dovere con te lo ha già concluso, dagli modo di passare ad altri. Fai scorrere. Riordina la tua casa, riempila ora della persona in cui vivi. Scrivici: ’Devo tutto al cambiamento’.” Nella Dimora Celeste- David Simurgh

Per questi motivi ‘Nella Dimora Celeste’ non potrà che rivolgersi a coloro che sono pronti per ricordare, per vedere quelle pagine come ponti tra la Verità che gli è dentro e la loro persona. Perchè come mi disse il Maestro (Haidehoi) M. : “E’ questo l’unico vero modo per ascoltare: divenire un’unica cosa con chi parla.”. E attraverso questo libro parlerà l’Anima della Vita.

 

..da fine Novembre in libreria, sul Giardino dei Libri e nelle nostre scuole.

 

Un abbraccio

Viaggio Astrale – Un percorso che ti prepara a diventare un Grande Viaggiatore Astrale

In questo articolo, caro lettore, voglio parlarti del procedimento e della sequenza di azioni che i più grandi maestri spirituali mettono in pratica per padroneggiare il viaggio astrale.

Anni fà, parliamo del lontano 2012, il mio Haidehoi, David Simurgh, mi sottopose a intensi allenamenti e pratiche per poter andare in astrale al cospetto degli altri maestri.

Non è stato semplice, soprattutto all’inizio, mi ricordo ancora la frustrazione dei tentativi falliti e il gran mal di testa!

Ma David è stato, ed è, un ottimo Maestro, e io so essere molto testardo quando mi impegno in qualcosa a cui tengo.

Così dopo svariati tentativi falliti, sono finalmente riuscito non solo a uscire dal corpo, ma andare in un’altra dimensione.

In Eish Shaok andrai in astrale e padroneggerai la tecnica intorno al sesto grado, il grado Iniziato.

E’ un momento molto importante per il percorso di uno studente ed anche una grande occasione di celebrazione, che culminerà in una cerimonia solenne al cospetto dei maestri in astrale.

L’iniziazione vera e propria, a seguito della quale l’iniziato potrà visitare la dimensione spirituale, che in Eish Shaok chiamiamo Regno o Dimora Celeste.

Recandoti in questa dimensione potrai interagire non solo con molti spiriti, ma anche con svariati maestri, che potranno fornirti parecchi consigli utili e sorprendenti.

Consiglio sempre a chi si approccia all’Eish Shaok di porsi il grado Iniziato come obiettivo primario del percorso, e perseguirlo con tenacia e determinazione.

E’ un viaggio impegnativo e avventuroso quello che ti condurrà al cospetto dei maestri nella Dimora Celeste, ma credimi, ne varrà la pena!

Viaggio Astrale: le pratiche preparatorie, l’importanza del riscaldamento!

Il viaggio astrale, come un viaggio nella realtà fisica necessità di vari elementi per essere ben eseguito.

Infondo non andresti mai senza allenamento alla conquista dell’Everest, o no? ;)

Voglio mostrarti a grandi linee i vari elementi che se utilizzati e padroneggiati, ti possono portare a compiere una grande esperienza astrale, facendoti risparmiare ore di frustrazione e mancanza di risultati tangibili.

Con una grande esperienza astrale intendo sia un viaggio senza pericoli (te ne parlerò in un prossimo articolo), che vada oltre la semplice uscita dal corpo, che ti conduca in qualche incredibile dimensione spirituale, al cospetto di entità sagge e desiderose sia di un contatto diretto, che di trasmettere insegnamenti preziosi per il tuo cammino interiore.

Il primo punto che è importante padroneggiare è potenziare la tua intenzione, ossia la capacità di indirizzare la tua attenzione dove vuoi, focalizzandola o espandendola a seconda delle tue esigenze.

Rallentare i pensieri, focalizzarsi su quelli potenzianti, lasciare andare quelli che non ti servono, ti porta a riprendere il controllo delle tue emozioni e delle tue energie interne e ultimo ma non per importanza anche una forte fiducia in noi stessi; mica male eh?:)

All’interno dell’Eish Shaok, ti aiuteremo a svilupparla attraverso specifiche tecniche di meditazione energetica che uniranno la creazione di una forte intenzione e di una forte sensibilità interna.

Il secondo punto è la sensibilità e il controllo del tuo sistema energetico, cioè riuscire per prima cosa a sentire i tuoi chakra, i tuoi meridiani e la tua aura..

E in secondo luogo a potenziarli.

I Chakra infatti, nella normalità, hanno una velocità di rotazione e un’emissione energetica, molto bassa, spesso appena sufficiente per garantirci la sopravvivenza quotidiana.

Insufficiente quindi per compiere un viaggio astrale.

Lavorando attraverso il potenziamento dei vari chakra (soprattutto il settimo, utile per il viaggio astrale) abbiamo 2 effetti positivi:

  1. Dal lato fisico e mentale: più energia disponibile durante il giorno e maggior pace mentale.
  2. Dal lato spirituale: maggior capacità di aprirci alla nostra anima e riceverne concetti e ispirazioni

Il potenziamento energetico, la coltivazione della sensibilità e una forte intenzione sono il cardine del secondo grado dell’Eish Shaok, attraverso le 3 meditazioni presenti in esso: la meditazione a fontana (che fa lavorare i nostri chakra a un ritmo superiore al normale riallineandoli), la meditazione di ripulitura (che ripulisce i chakra e i canali della nostra aura) e la meditazione di rilassamento totale (ci assicura un forte rilassamento, la chiave per ridurre lo stress giornaliero).

Ti consiglio una pratica su base quotidiana delle stesse meditazioni; dopo un mese vedrai risultati interessanti!

Sensibilità più intenzione ti forniscono la chiave per determinare che percentuale della tua energia lasciare uscire dal corpo per effettuare qualche scampagnata in astrale.

Tieni presente che l’energia veicola anche la coscienza e la nostra consapevolezza.

Le fasi di uscita: meglio non esagerare!

In genere distinguiamo il viaggio astrale in 1/4, 2/4, 3/4 e 4 /4,a seconda della percentuale di energia con cui uscirai dal corpo fisico.

Un viaggio astrale in 3/4 ti è più che sufficiente per un esperienza astrale ottima.

l 4/4 presenta troppi rischi, specie per il corpo fisico che a causa dell’afflusso di energia rischia di risentirne negativamente, con spasmi, tremori e talvolta attacchi di panico.

Infine il terzo punto utile è un insegnante che ti segua in un processo di crescita spirituale, che culmini un giorno in un esperienza astrale proficua e positiva.

Un buon insegnante necessità di 2 requisiti fondamentali:

  • Competenze tecniche a 5 stelle: Deve conoscere le tecniche alla perfezione e saperti guidare nella loro applicazione.
  • Sensibilità energetica profonda: deve riuscire a sentire e vedere energeticamente il tuo corpo astrale/energetico nella sua interezza e le prime volte riuscire a connettere il suo corpo astrale a al tuo per guidarti alla destinazione desiderata e anche potenziarti indirettamente attraverso un processo di induzione energetica.

Avere un insegnante è probabilmente, il requisito più importante dei 3 perché ti aiuta a non perdere la bussola e a ottenere risultati tangibili, monitorando di volta in volta i tuoi progressi nel percorso.

Materie come il viaggio astrale non sempre sono facilmente divulgabili, sia per questioni tecniche che per “barriere mentali da abbattere”.

Spesso capita che grandi viaggiatori astrali non riescano a trasmettere “il come” riescono a fare ciò che fanno.

Ma perché accade ciò?

La risposta è semplice: nel loro caso si tratta di un viaggio astrale indotto, ossia un maestro riesce a far si che il corpo astrale del suo studente, quando egli è rilassato, si “stacchi” e si proietti in un luogo determinato.

L’esperienza è guidata dal maestro, spesso all’insaputa dello studente, che crede sia farina del suo sacco.

Questo metodo non è usato propriamente per ingannare gli studenti, ma per far si che si focalizzino su determinati aspetti del mondo spirituale, utili o per la loro crescita personale, o per la crescita di un numero più o meno vasto di individui, nel caso lo studente sia destinato a trasmettere, magari scrivendole un libro, determinate informazioni.

Può sembrare una pratica ingannevole, da parte di maestri illuminati, ma è un effetto voluto per aggirare blocchi mentali presenti nella mente dell’ignaro viaggiatore astrale, e anche per potenziarlo energeticamente sempre per mezzo dell’induzione energetica.

All’interno dell’Eish Shaok caro lettore, seguirai un percorso diverso, che mira a sviluppare la consapevolezza totale di tutti i meccanismi che possono portarti a compiere una grande esperienza astrale:

  • Ti viene mostrato come potenziare intenzione e sviluppare il tuo sistema energetico, facendo lavorare molto i tuoi chakra e ripendo così il tuo sistema energetico, da blocchi e da vecchie energie costipate.
  • Ti verrà insegnata la tecnica seguendoti passo dopo passo, finché non sarai in grado di padroneggiarla.
  • Quando l’hai padroneggiata al 100% e potrai eseguirla in sicurezza da solo, ti indirizziamo in luoghi di studio, una sorta di accademia astrale dove potrai imparare nozioni, recepire informazioni e sviluppare abilità utili alla tua crescita e a rafforzare la tua connessione con lo Spirito e l’Anima.
  • Infine dopo una solida pratica del viaggio astrale da parte tua e un integrazione dell’energia e della coscienza dell’anima, riuscirai a sentire le varie dimensioni dentro la tua coscienza e non come qualcosa di esterno, realizzando un solido e indissolubile legame tra la tua individualità e l’universo stesso.Questo incontro tra il sè individuale e la prospettiva dell’anima, trasformerà la tua individualità in una “universalità”.

Qui ho finito, spero che l’articolo ti sia piaciuto!

Condividilo e iscriviti a uno dei nostri corsi in Italia e Germania, puoi contattarci cliccando qui.
Buona Vita e Buona Pratica!

Andrea

Eish Shaok nel mondo antico

Non crediate che io non veda e non mi sia accorto. Mi insegnarono tempo fa che ogni buon nido ha sempre un’aquila che lo sorveglia dall’alto e che si prepara a proteggerlo.

E’ ora il momento, in questi tempi per noi difficili, di ricordarvi che nel passato sono contenute le chiavi per comprendere ed affrontare il presente.

Ogni grande racconto, prima di divenire leggenda, vede moltiplicarsi i suoi protagonisti ed infittirsi la sua trama e così, anche per la storia simbolica dei sette primi Haidehoi dell’ Eish Shaok, ci sono lati oscuri che è ora giunto il momento di riportare alla luce.

La Tradizione ci accompagna negli anni che videro i Sette alle prese con la costruzione di nuove scuole nel mondo antico. Il Maestro Simurgh aveva lasciato loro il compito di unirsi sotto un unico nome ed aiutare gli esseri umani a ritornare grandi.

Il nostro albero aveva iniziato così la sua scalata verso i cieli e tutto procedette, all’inizio, nel migliore dei modi. Si crearono in pochi mesi innumerevoli gruppi a sostegno del nuovo programma (vi ricorda qualcosa?) e tutto lasciava presagire un grande risveglio del nostro popolo. I Sette si incontrarono fisicamente una volta soltanto, ma rimasero sempre legati da quel filo invisibile che unisce un’Anima cosciente a tutte le altre e lavorarono sempre come fratelli e membri di una stessa famiglia.2-barakiso-e-giona

Il cielo sereno cominciò ad annuvolarsi solo dopo circa un decennio, quando due giovani si presentarono al grande tempio del sacerdote. I due, che la Tradizione ci descrive come intelligenti e potenti, diventarono in poco tempo i suoi migliori allievi e appresero con velocità molto del suo sapere. L’Eish Shaok divenne motivo di vanto e chiesero presto di poter entrare nel Consiglio degli Haidehoi. Essere ricordati nella storia come l’Ottavo e il Nono Maestro era il loro unico scopo di vita, l’ unica cosa importante e la grande ossessione per cui lavoravano notte e giorno. Il loro bisogno di riconoscimento li spingeva verso odio e brama sempre più profondi e quando, dopo qualche settimana, arrivò la risposta del Consiglio gli esiti furono tragicamente negativi.

La giovane età e il grande Ego non avevano convinto gli Haidehoi e il rifiuto che venne loro imposto entrò nella storia come il ‘ primo passo’ verso la caduta.

I due amici dichiararono che il Consiglio non era oramai capace di guidare con saggezza i propri studenti e giurarono di combatterlo. Crearono una loro scuola e furono responsabili dei primi grandi tumulti tra allievi e allievi. Si racconta che gli scontri erano così cruenti e abituali che in tutte le terre ogni insegna dell’Eish Shaok era macchiata di sangue.
Dopo la distruzione di diversi villaggi e vent’anni di lotte, i Sette decretarono con grande rammarico che l’Eish Shaok sarebbe scomparso dalla vista dell’ uomo e sarebbe rimasto nascosto fino alle prime luci di una nuova Era. Ogni Haidehoi avrebbe potuto scegliersi tre soli allievi lungo tutta la sua vita e nessuno avrebbe più potuto sventolare l’ albero bianco. La tempesta aveva spezzato ogni speranza ed il fuoco delle Anime in cammino si spense. Dei due fratelli non vi racconterò altro, leggendo tra le righe e facendo qualche ricerca potrete capire da soli che ciò che crearono è ancora oggi vigile e potente come allora.

Nelle sere in cui i nostri Maestri erano più propensi ai racconti, ci veniva narrata, tra le altre, la storia della prima caduta e le espressioni che ne seguivano erano sempre di dolore e tristezza. Fratelli e sorelle che si combattevano per il solo potere e un grande percorso condannato a restare occulto per millenni. Tutti noi capivamo quanto l’Umanità si fosse sempre costretta all’ esilio e all’ oscurità e speravamo ardentemente di vedere la nuova Era arrivare finalmente a salvarla. La Tradizione aveva però tramandato queste parole con un obiettivo importante: dovevamo ricordare di restare sempre attenti e di scegliere bene la via da seguire nel diffondere le nostre conoscenze. Anche se il percorso nacque per essere strumento di tutti, imparammo che niente doveva più venire insegnato con leggerezza. Le Maschere che erano entrate nel vorticoso cammino verso l’ Anima ci avevano già sconfitto una volta e non doveva più capitare. Pazienza, speranza e sacrificio divenirono le sole parole d’ ordine per gli Haidehoi.
Oggi, all’ inizio del tempo del riscatto, la scelta di cambiare rotta e di tornare a rivedere le stelle è stata compiuta con coraggio, ma anche con grande cautela ed attenzione. Le nostre ombre, interne ed esterne, sono ancora là, pronti a tornare e a mettere alla prova i cuori di tutti.

Quanto sarete in grado di resistere alla tempesta indicherà alla penna con quale inchiostro scrivere la parola fine a questa storia.

Un dolce addio

In questi giorni grandi cambiamenti avvengono nel nostro percorso ed al di sopra di questo. I Maestri che abbiamo imparato ad amare e che ci hanno guidato con forza ed infinita saggezza continuano il loro pellegrinaggio verso l’ Uno e lasciano che la responsabilità di un domani migliore ritorni nelle sole nostre mani. Mi rendo conto, dopo i tanti articoli dedicati alla trasmissione di un messaggio, che queste mie parole risuoneranno come auto referenziali e comprensibili ai pochi che di questi Anziani, come eravamo soliti chiamarli, ne hanno sentito l’ Amore ed il Rispetto profondo. Se, però, non dedicassi un saluto, anche semplice come questo, ai nostri Padri, mancherei di gratitudine nei loro confronti e non riporterei nella storia dell’ Eish Shaok il più grande evento di tutti gli ultimi secoli.
Difficile in poche righe e in una lingua così lontana dalla vostra esprimervi tutta la mia e la nostra gratitudine per questo lungo tempo passato al vostro fianco. Sono convinto che ognuno, nell’ intimo del suo spirito, dedicherà a voi il suo personale saluto ed io farò lo stesso nel mio. In questa sede e per quanto mi riguarda, posso dire che ho avuto il personale onore di potervi seguire in mondi lontani dove la meraviglia non era che la più evidente quotidianità e dove mi avete insegnato la bellezza del vivere con consapevolezza. Davvero tante sono state negli anni le parole che mi hanno donato conforto e i sorrisi che hanno illuminato le ombre della mia mente e del mio cuore. Riuscivate a cancellare la solitudine e a spegnere odio e tristezza; facevate sentire ognuno di noi indispensabile per tutti e circondato dall’ Esistenza più vera e palpabile.
Mentre vi scrivo, tutti i momenti di difficoltà rasserenati dalla vostra sola presenza mi scorrono davanti e mi consigliano ancora una volta di dedicarvi un inchino; gesto che nel tempo ho sempre compiuto per affetto e con umiltà sincera. La maggioranza di noi vive e sopravvive grazie al vostro impegno e dire che sarà difficile non potervi correre incontro nell’ ora del bisogno non rispecchia appieno la fragilità e le paure che in queste giornate si accavallano.
” Pensate al bambino che vive con i suoi genitori ” avete detto nel vostro breve, ma come sempre chiarificatore, discorso di addio. ” Pensate che egli non vive felicemente perché la sua maturità lo guida, ma perché coloro che lo amano se ne prendono cura. Ora voi siete arrivati a non aver più bisogno di guide, e non perché non sbaglierete, ma perché siete pronti a comprendere che l’ errore è parte di un processo di crescita. Arriverete ad essere felici per merito vostro e di voi soltanto”. Gli sguardi dei presenti si sono incrociati in un misto di sbigottimento ed apprensione. Ci sentivamo in grado di vincere qualsiasi sfida e di valicare qualsiasi difficoltà; d’altronde anche cadendo avremmo avuto funi di acciaio a cui aggrapparci. Ora l’ errore diventa accettabile, l’ Anima diventa terra da coltivare con le sole nostre braccia. Nella grande sala, a fine discorso, non si sono sentiti reclami, nessuno aveva la forza di corrervi incontro e sperare in un ripensamento, vi conosciamo troppo bene per non sapere che ” le parole vibrano da un’ Anima ad un’altra mai per un caso e sempre per un motivo ” come amavate dire.
Se mi avessero detto, quando ero agli inizi di questa avventura, che il Bene, quello con la b maiuscola e che siede su uno dei piatti della bilancia del grande equilibrio, era retto da poche centinaia di anime, mi sarei sicuramente mostrato scettico e negli anni ho visto questa stessa reazione in ogni mio allievo che portavo alla vostra porta. Bastava però sempre un piccolo passo in avanti per vedere il dubbio tramutarsi in un sorriso di gioia e in una fusione ed infusione nel vostro sapere e nella vostra coscienza; nessuno è mai uscito indenne da un incontro con voi e dico questo con ironia e compiacenza.
Vi auguro, e con me tutto l’ Eish Shaok e l’ associazione Esia che lo rappresenta, di vivere un intenso e conclusivo tratto di cammino. Vi lascio con difficoltà e commozione, ma anche con la certezza di poter tornare un giorno a volare con voi e con la promessa di mantenere in me stesso il vostro ricordo e tutto ciò che mi avete insegnato.
Ora più che mai vanno a voi il mio cuore, il mio rispetto ed il mio onore.
Buon viaggio Anziani

La leggenda degli Otto..la nascita dell’Eish Shaok

Quando l’ Eish Shaok era ancora lontano dal vedere le luci dei palchi e le classi gremite di allievi, dai Maestri si potevano ascoltare storie, tramandate oralmente, con echi lontani; memorie di un passato dai caratteri incerti dove dietro ad ogni favola vi era sempre una verità ben celata. Ho deciso di raccontarvi qui qualcosa di ciò che sappiamo sulle origini del nostro percorso, traete dalla leggenda che segue il vostro insegnamento; lascio, come da Tradizione, nelle frasi e nelle immagini una lettura simbolica per chi è pronto ed attento.
Il racconto inizia dalle vite di sette Maestri di regioni tra loro molto lontane. Si dice che questi avessero grandi poteri e profonde conoscenze e che tra loro vi fossero: due guerrieri, fratelli tra loro, che, se pur giovani, erano considerati esperti nelle antiche arti marziali, un sacerdote con un perfetto controllo su emozioni e pensieri, una guaritrice e conoscitrice di svariate erbe ed unguenti, un eremita che viaggiava instancabilmente e con lo spirito tra i mondi, un mendicante capace di vivere a lungo più di ogni altro ed un anziano saggio che si diceva imbrigliasse nel proprio corpo la forza dei venti e la potenza dei mari e dei fulmini. Ognuno con le proprie esperienze e le difficoltà di una esistenza fatta di duro lavoro e di grandi prove, i sette ( come verranno dalla Tradizione chiamati ) potevano dirsi tra i detentori massimi delle tecniche legate ai propri percorsi ed erano ricercati da tutti coloro che volessero diventarne gli allievi.In un giorno di primavera i due fratelli vennero a conoscenza, da un pescatore del loro paese, di un giovane, arrivato da poche settimane nelle montagne vicine, chiamato con il nome Simurgh, che sembrava sapesse come controllare la propria mente ed il proprio cuore. I due, attratti dalla possibilità di usare la rabbia, la paura e l’amore per vincere ogni battaglia e sconfiggere ogni nemico, interno ed esterno, decisero di recarsi dal nuovo arrivato. La leggenda non descrive il ragazzo nei dettagli, ma ci racconta di come i due guerrieri, arrivati da lui, ne rimasero colpiti e ne appresero i segreti. Essi infatti seguirono i suoi insegnamenti con grande passione ed impegno e dopo qualche tempo, ad allenamenti quasi conclusi, egli sparì.In estate al tempio dove il sacerdote pregava e meditava nelle sue giornate si presentò tra i discepoli un nuovo giovane, che pur non avendo una grande prestanza fisica era capace di sferrare colpi di enorme potenza. Il vecchio maestro, attratto dalle capacità del nuovo arrivato, lo chiamò a sè e chiese di apprenderne l’ arte. Nelle settimane successive così avvenne e poi il ragazzo partì, lasciando l’uomo prima che apprendesse totalmente i suoi segreti e le sue tecniche.
Nei mesi che seguirono lo stesso accadde con la guaritrice a cui venne insegnato a viaggiare con lo spirito tra i mondi, all’ eremita a cui venne trasmessa la capacità di guarire con la propria energia e con quella della natura, al mendicante a cui venne insegnato ad imbrigliare la potenza del suolo e del cielo e all’anziano saggio, il quale imparò a vivere più a lungo di ogni altro.

Una notte il giovane ragazzo, che aveva arricchito con le sue parole e le sue capacità, la vita dei sette maestri, si racconta che apparve loro in sogno e che, durante questo, disse: ” Vengo da lontano per ricordarvi chi siete e che ogni conoscenza è in voi. Vi lascio con il desiderio di non terminare mai la ricerca e di unirvi per comprendere il Vero”. Egli chiese loro, in cambio per le lezioni impartite, di erigere accanto alle proprie case una grande struttura in pietra, ben visibile per tutti i viandanti e gli abitanti del luogo. Su ognuna i maestri avrebbero dovuto scrivere, ciascuno nella propria lingua, la stessa frase: ” Cibo me stesso con la superbia se insegno agli altri come diventare quello che sono, cibo il mio popolo con la saggezza se gli insegno a guardare sè stesso in ogni attimo “.

Secondo la leggenda, dai sette maestri, finalmente uniti, si formarono nel tempo i “torrenti” dell’ Eish Shaok, le sue basi ed il suo credo e a loro ed al maestro Simurgh sono dedicati  gli otto bracci dell’ albero, simbolo del nostro percorso. Il nome Simurgh sarebbe poi diventato nella Tradizione soprannome e appellativo onorifico degli Haidehoi ( i Maestri ) ed ancora oggi viene in questo modo utilizzato.

I dieci gradini per il ricordo di Te

 
 
  Le conoscenze e le pratiche del percorso dell’Eish Shaok sono state suddivise in diversi livelli; dieci in tutto. Ogni livello, o grado, rappresenta il passaggio dell’allievo a una maggiore conoscenza e consapevolezza della Vita, delle tecniche e quindi, in definitiva, di se stesso. I dieci livelli fanno inoltre riferimento alle tre antiche suddivisioni del programma ( base, avanzato, insegnante) legate al lavoro sulla Quantità, sulla Qualità e sulla Consapevolezza. Con Quantità si intende lo studio e l’apprendimento di un buon numero di tecniche ed esercizi; con Qualità si intende un ripercorrere queste tecniche con l’obiettivo di studiarle sempre più profondamente aumentando il più possibile la propria capacità di comprensione e la propria sensibilità;  con Consapevolezza si intende invece un lavoro sul proprio spirito e sulla propria anima con lo scopo di identificarsi con questi e di conquistarne saggezza e memoria.

Il primo grado è l’ Allievo, ovvero colui che inizia il percorso e in questa fase si trasmette principalmente un iniziale bagaglio tecnico e teorico al praticante.
Il secondo grado è il Novizio, un praticante che approfondisce le nozioni apprese precedentemente e che inizia il lavoro profondo su di sè.
Il terzo grado è il Custode. Questo grado è chiamato in questo modo per simboleggiare la nascita di un equilibrio interiore e di un insieme di conoscenze che si ha il dovere di proteggere dalle paure, dagli attaccamenti e da tutti i nemici, interni ed esterni.
Il quarto grado è la Fonte. Il suo nome deriva dal fatto che si impara in questo grado a comprendere quanta ricchezza si abbia dentro di sè e quanto si possa essere utili agli altri nel donarla fuori di sè. A questo grado è data a questo proposito la possibilità di insegnare il programma dei primi quattro livelli.
Il quinto grado è la Maschera, così definito perchè il praticante inizia a rendersi conto di essere molto di più rispetto alla personalità umana e comincia la disidentificazione con questa.
Il sesto grado è l’Iniziato; in questa fase il praticante ha già raggiunto una certa consapevolezza di sè, e procede con esercizi e test più complessi; subentra inoltre la scelta di un nome, che permette al praticante un ulteriore presa di coscienza della sua parte spirituale.
In questi primi sei gradi il programma svolto, è legato al lavoro sulla Quantità. Tutto ciò crea e arricchisce il bagaglio tecnico del praticante.
Il settimo grado è il Protettore; a questo punto del percorso subentra una maggiore responsabilità, legata alla difesa e protezione dei gradi inferiori e superiori da energie interne ed esterne squilibranti. Tutto ciò obbliga il Protettore ad un costante e severo allenamento e ad una maggior presa di consapevolezza. Il Protettore studia l’ultima parte del secondo livello del programma; lavorando sulla Qualità e rivedendo con essa tutto dall’inizio.
L’ottavo grado è la Guida; questo livello rappresenta una grande svolta nella quale si diventa punto di riferimento per i gradi inferiori e si indica loro la strada della comprensione di sé, che la Guida ha già in gran parte percorso.
Il nono grado è chiamato Sheis, il cui nome significa fratello, ed ha il compito di seguire il Maestro e di sostituirlo nelle lezioni nel caso in cui quest’ultimo non possa tenerle. Lo Sheis si differenzia dal Maestro per la sua inesperienza nell’insegnamento e nell’avere ancora bisogna di apprendere da questo le modalità e le dinamiche di crescita degli allievi, insieme con lo studio dei processi di gonfiamento e sgonfiamento dell’ego lungo tutto il percorso. Dopo l’acquisizione di queste ultime conoscenze ed una lunga osservanza di lezioni ed esami lo Sheis conclude il suo apprendistato approdando all’ultimo grado, quello del Maestro, tramite una lezione tenuta davanti a tutti i Maestri dell’ Eish Shaok.
Il decimo grado è il Maestro ( detto anche Haidehoi, che significa “punto di riferimento”) ; il quale permette di insegnare il percorso che si ha appreso a nuovi allievi e di scegliere per questi tempi e modalità per il passaggio di grado, oltre che l’entrata a far parte del gruppo. Il Maestro ha inoltre il compito di incarnare i principi ed i valori dell’ Eish Shaok, impegnandosi a garantire la crescita di coloro che lo praticano e la diffusione del percorso stesso lungo tutta la propria vita.
Guida, Sheis e Maestro ( Haidehoi) studiano la parte sulla Consapevolezza, imparando così a conoscere profondamente tutto il mondo e se stessi.
Un abbraccio

Il credo dell’ Eish Shaok

Sento con tutto il cuore, quindi Credo.
Credo in un mondo migliore e Credo di poterlo vedere, comprendendo profondamente me stesso ed il mio spirito.
Credo di avere la Forza per combattere e l’Amore per guarire.
Credo di poter imparare sempre dai miei Compagni di viaggio in quanto anche in essi vi è il riflesso dell’Universo.
Credo nelle Guide, negli Sheis e nei Maestri come parti di me, che mi donano la Pace e la Saggezza di cui ho bisogno.
Credo di essere il Tutto e che il Tutto sia me.
Saggezza, Compassione, Umiltà e Coraggio: questo è quello in cui Credo. ,,


Questo è il nostro credo, il nostro codice. Un percorso è una via, una traiettoria lungo il tempo e lo spazio della consapevolezza umana volta alla scoperta ed alla ridefinizione del proprio essere. L’Eish Shaok ci porta ad esplorare le nostre qualità energetiche, a vivere le parti più elevate del nostro essere: lo spirito e l’anima, in modo da comprenderne il legame e le funzioni. Il credo possiamo dividerlo in tre parti: nella prima parte possiamo vedere lo scopo primario dell’ Eish Shaok, ossia portare al grande pubblico insegnamenti  importanti legati all’utilizzo della nostra energia, dalla cura alla difesa da entità negative fino alla conoscenza più profonda di sé.
Nella seconda parte compare un invito all’Iniziato a far affiorare in sé le qualità essenziali necessarie per progredire nel percorso:
– la forza interiore con la quale superare gli ostacoli e le sfide che la vita ci pone a fronteggiare.
– l’ amore per noi stessi in primis, con il quale possiamo fare scelte nella vita che non operino a nostro detrimento.
– l’ apertura del nostro essere a consigli ed alle direttive di chi ha già percorso parte del percorso.
 La terza parte può essere compresa pienamente quando si sviluppa un rapporto più profondo con il nostro spirito e la nostra anima, in quanto qualità come la Saggezza ( la capacità di muoversi nella vita con intelligenza), la Compassione ( la capacita di vedere la vita a partire da un prospettiva di unicità e bellezza, anziche di giudizio duale), l’Umiltà ( la compresione del proprio ruolo in relazione alle forze superiore) ed il Coraggio ( la capacità di operare scelte in coerenza con la nostrra natura profonda, discostandoci dalla mera sopravvivenza), sono attributi che appartengono alle parti più elevate del nostro essere che ogni iniziato dovrebbe aspirare a risvegliare.
Infine ecco un modo per utilizzare il Credo in una maniera coerente alla propria evoluzione personale:
secondo quanto riportato dal famoso scrittore e praticante di alchimia trasformativa Salvatore Brizzi nel suo ultimo libro “Risvegliare la Macchina Biologica per Utilizzarla come Strumento Magico”, un modo per risvegliare le parti più nobili del nostro essere era ed è la preghiera. Come preghiera non ci riferiamo alla ripetizione di liturgie complesse per accordarci favori da parte dei piani alti, ma come mezzo per far si che le parole dai noi pronunciate trovino una risonanza all’interno di noi stessi. Leggere o recitare il Credo, sentendo al contempo dentro di noi le emozioni da questo destate, rappresenta un incentivo ed un ottimo combustibile per la nostra evoluzione personale e per la nostra crescita.
Sharaman
Combatti come un Leone
Difendi come una Montagna 
Sorgi come il Sole 
Muori come un Eroe

L’antica via dell’ Eish Shaok

Quando iniziammo a descrivere e trasmettere gli esercizi, le tecniche e le conoscenze che in tanti anni di allenamento e viaggi avevamo appreso, molti ci dissero che poteva essere rischioso aprire al grande pubblico il mondo della riscoperta energetica. Turbati in un primo momento dalla possibilità di poter insegnare qualcosa che forse era giusto rimanesse sicuro e rinchiuso in piccoli e segreti gruppi, ci siamo poi resi conto di quanto tutto ciò che ci era arrivato in realtà non ci appartenesse, ma godesse di una vita propria. Il problema non era quello di segretare il più possibile il nostro percorso, ma di sottolinearne le antiche radici e allo stesso tempo le nuove capacità di trasmetterle e renderle comprensibili  nel mondo di oggi.
La nostra via, quella che abbiamo appreso ed insegniamo, si chiama Eish Shaok che nella lingua dei nostri maestri significa semplicemente: ” Percorso verso la consapevolezza del mondo energetico”. Per quanto il suo nome sia stato fino ad oggi ai più sconosciuto, l’Eish Shaok affonda le sue basi nel mondo antico e nella sua attenzione a quell’ universo interiore, fatto di energie e consapevolezze millenarie che permeano il nostro essere. Ch’i nella cultura cinese, Prana in quella indiana, Ka egiziana, Tummo tibetana, Mana hawaiana, Pneuma e Physis greca, Cheim ebraica e Ruh araba, queste energie sono sempre state studiate ed hanno accompagnato i grandi saggi e maestri dei popoli più antichi della Terra. I concetti di percezione dei canali e dello scorrimento interno, della visualizzazione ed utilizzo dell’ aura, di cura pranoterapeutica, di collegamento profondo con la natura ed i suoi elementi, di lavoro con le energie universali, di contatto quotidiano con il mondo spirituale e di viaggio astrale, sono sempre esistiti anche in questa Dimensione e con l’ Eish Shaok ne ritroviamo le pure ed antiche fonti e ci immergiamo in esse riscoprendone la profondità e la ricchezza.
La durata del percorso pratico è di circa due anni considerando la difficoltà crescente delle tecniche (in parte riportate nel blog), la grande sensibilità e la vasta esperienza che sono richieste a chi desidera poter insegnare a propria volta queste pratiche. Trattandosi comunque di un percorso spirituale ed energetico non sarebbe giusto fissare tempi precisi per il raggiungimento dei vari livelli e preferiamo seguire la tradizione nella quale solo un maestro può capire se chi lo segue ha raggiunto determinate consapevolezze. Occorre precisare infine che nell’ Eish Shaok è il percorso in sè che ci permette di crescere e non il diploma o il premio finale e che le conoscenze che si acquisiranno in questo cammino andranno a modificare ciò che sapete di voi stessi, il rapporto con coloro che vi stanno intorno e con coloro che incontrerete, il modo che avete di guardare alla vita e al vostro universo. Si andrà a delineare così non solo un percorso pratico e tecnico, ma una vera e propria filosofia del quotidiano, in grado di cambiare e rendere ricco e speciale ogni momento. Auguriamo a coloro che si avvicineranno a questo antico percorso lo stesso entusiasmo e la stessa meraviglia che hanno accompagnato il nostro gruppo in questi anni ed ai nuovi maestri, che stanno studiando e che si impegnano per garantire un domani migliore a tutti, di non perdere la propria forza e saggezza e di lasciare che il cuore li guidi sempre.
Un abbraccio da tutti noi