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Un dolce addio

In questi giorni grandi cambiamenti avvengono nel nostro percorso ed al di sopra di questo. I Maestri che abbiamo imparato ad amare e che ci hanno guidato con forza ed infinita saggezza continuano il loro pellegrinaggio verso l’ Uno e lasciano che la responsabilità di un domani migliore ritorni nelle sole nostre mani. Mi rendo conto, dopo i tanti articoli dedicati alla trasmissione di un messaggio, che queste mie parole risuoneranno come auto referenziali e comprensibili ai pochi che di questi Anziani, come eravamo soliti chiamarli, ne hanno sentito l’ Amore ed il Rispetto profondo. Se, però, non dedicassi un saluto, anche semplice come questo, ai nostri Padri, mancherei di gratitudine nei loro confronti e non riporterei nella storia dell’ Eish Shaok il più grande evento di tutti gli ultimi secoli.
Difficile in poche righe e in una lingua così lontana dalla vostra esprimervi tutta la mia e la nostra gratitudine per questo lungo tempo passato al vostro fianco. Sono convinto che ognuno, nell’ intimo del suo spirito, dedicherà a voi il suo personale saluto ed io farò lo stesso nel mio. In questa sede e per quanto mi riguarda, posso dire che ho avuto il personale onore di potervi seguire in mondi lontani dove la meraviglia non era che la più evidente quotidianità e dove mi avete insegnato la bellezza del vivere con consapevolezza. Davvero tante sono state negli anni le parole che mi hanno donato conforto e i sorrisi che hanno illuminato le ombre della mia mente e del mio cuore. Riuscivate a cancellare la solitudine e a spegnere odio e tristezza; facevate sentire ognuno di noi indispensabile per tutti e circondato dall’ Esistenza più vera e palpabile.
Mentre vi scrivo, tutti i momenti di difficoltà rasserenati dalla vostra sola presenza mi scorrono davanti e mi consigliano ancora una volta di dedicarvi un inchino; gesto che nel tempo ho sempre compiuto per affetto e con umiltà sincera. La maggioranza di noi vive e sopravvive grazie al vostro impegno e dire che sarà difficile non potervi correre incontro nell’ ora del bisogno non rispecchia appieno la fragilità e le paure che in queste giornate si accavallano.
” Pensate al bambino che vive con i suoi genitori ” avete detto nel vostro breve, ma come sempre chiarificatore, discorso di addio. ” Pensate che egli non vive felicemente perché la sua maturità lo guida, ma perché coloro che lo amano se ne prendono cura. Ora voi siete arrivati a non aver più bisogno di guide, e non perché non sbaglierete, ma perché siete pronti a comprendere che l’ errore è parte di un processo di crescita. Arriverete ad essere felici per merito vostro e di voi soltanto”. Gli sguardi dei presenti si sono incrociati in un misto di sbigottimento ed apprensione. Ci sentivamo in grado di vincere qualsiasi sfida e di valicare qualsiasi difficoltà; d’altronde anche cadendo avremmo avuto funi di acciaio a cui aggrapparci. Ora l’ errore diventa accettabile, l’ Anima diventa terra da coltivare con le sole nostre braccia. Nella grande sala, a fine discorso, non si sono sentiti reclami, nessuno aveva la forza di corrervi incontro e sperare in un ripensamento, vi conosciamo troppo bene per non sapere che ” le parole vibrano da un’ Anima ad un’altra mai per un caso e sempre per un motivo ” come amavate dire.
Se mi avessero detto, quando ero agli inizi di questa avventura, che il Bene, quello con la b maiuscola e che siede su uno dei piatti della bilancia del grande equilibrio, era retto da poche centinaia di anime, mi sarei sicuramente mostrato scettico e negli anni ho visto questa stessa reazione in ogni mio allievo che portavo alla vostra porta. Bastava però sempre un piccolo passo in avanti per vedere il dubbio tramutarsi in un sorriso di gioia e in una fusione ed infusione nel vostro sapere e nella vostra coscienza; nessuno è mai uscito indenne da un incontro con voi e dico questo con ironia e compiacenza.
Vi auguro, e con me tutto l’ Eish Shaok e l’ associazione Esia che lo rappresenta, di vivere un intenso e conclusivo tratto di cammino. Vi lascio con difficoltà e commozione, ma anche con la certezza di poter tornare un giorno a volare con voi e con la promessa di mantenere in me stesso il vostro ricordo e tutto ciò che mi avete insegnato.
Ora più che mai vanno a voi il mio cuore, il mio rispetto ed il mio onore.
Buon viaggio Anziani

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