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Sii calmo

Spesso, durante i corsi e i seminari di Eish Shaok, mi capita di trovare persone che chiedono quale sia il segreto per una buona sensibilità, per affrontare con saggezza la vita e per poter sconfiggere i nemici interni ed esterni con facilità. Voglio oggi parlarvi della risposta a questi interrogativi: la calma.

Nei vari percorsi energetici che affollano l’Occidente, in una lotta continua per accaparrarsi più allievi, è divenuta pratica abituale quella di inneggiare, da parte degli stessi Maestri, alla potenza che le proprie tecniche sprigionano e all’ efficacia terapeutica delle proprie parole. Avviene così che chi imbocca un sentiero di carattere energetico o spirituale non lo faccia mosso da una forte passione e dal fuoco profondo di una chiamata prescelta, ma da una volontà di grandezza e di riscoperta delle proprie capacità.

Le pressioni e i falsi traguardi che, abituati da sempre ad imporci, divengono ostacoli anche in un cammino di assoluta purezza, contribuiscono ad agitare ulteriormente in noi quel mare in tempesta fatto di energie, emozioni, traumi, attaccamenti e pensieri. Da questo turbinare di eventi interiori nascono confusione ed errore e ci si ritrova a non percepire bene nemmeno sè stessi, a non sapere più quale sia il centro ed il cuore del nostro esistere. Ansie, tic nervosi, incubi ricorrenti, mutevoli stati d’animo diventano il nostro pane quotidiano tanto che, spesso e volentieri, non ci accorgiamo della loro forte presenza.

Se andiamo alla ricerca della saggezza per dominare i demoni interiori e diventare, finalmente e davvero, grandi, posso dirvi che in ogni popolo che io conosca si va ad accostare alla persona saggia la caratteristica di calma assoluta. Non che manchi al saggio la forza per essere distruttivo o belligerante quando occorre, ma se dovessimo descriverlo, quando il mondo non gli chiede altro, lo chiameremmo calmo.

In un mare in tempesta c’è una continua tensione, in più direzioni, verso obiettivi lontani e spesso verso nessun obiettivo specifico, ma il saggio sa bene dove andare e conosce bene il mondo. Egli non combatte dentro sè stesso con le varie correnti, ma è capace di unirle in un unico impeto sereno e profondo. L’esperienza è la colonna portante della sua serenità; egli ha compreso, negli anni, che ciò che dentro di sè lo portava alla guerra con l’ universo non era la troppa energia, ma la debolezza del proprio cuore nei confronti del giudice supremo, la mente. Non prendendo più sulle sue spalle la responsabilità degli eventi, non accettando più il vento dei pensieri che ne smuoveva le acque, il saggio ha saputo riconoscere in sè lo specchio del mondo.

La calma è, per rispondere ai quesiti iniziali, il segreto di un vero praticante e di un saggio Haidehoi. Vi chiedo quindi di fermarvi durante i vostri esercizi, che siano questi il caricamento, la canalizzazione o un cammino in astrale, e di prendervi del tempo per respirare ed osservare ciò che avete intorno. Mangiate più lentamente, parlate senza correre subito al punto, calmate il mare e ghiacciatelo così da far muovere tutto in un unica direzione, senza cercare le esplosioni e le urla liberatorie. Se riuscirete a mettere un pò di questi consigli nei vostri esercizi quotidiani, riscoprirete una fiducia ed una capacità di comprensione prima impensabili.

Ricordate che le onde di un mare mosso non riflettono mai bene il cielo e non hanno chiara la propria meta, interessa loro solo liberarsi dalla sofferenza di un mondo interiore troppo freddo e caotico. Se volete sapere chi siete è solo attraverso la limpidezza dell’acqua che riuscirete a vedere il fondale e a trovarne gli immensi tesori.

Un  abbraccio

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