Blog

Lettere da un pianeta lontano Parte I

Mi rendo solo ora conto di aver perduto la testa in questi ultimi settanta anni. Questa notte ho guardato le stelle dalla grande finestra della camera e all’ improvviso ho rivisto i vostri volti, ricordato i miei tanto amati campi e quella meravigliosa fonte di energia intorno alla quale ci incontravamo. Tutto quel fantasticare su terre lontane e popoli così diversi dal nostro mi ha fatto tornare a battere il cuore come non avveniva da tempo. Ho seguito il forte impulso di prendere carta e penna e di chiedervi così perdono con una lettera che parlasse di uno di quei nostri sogni e di come si sia poi dimostrato essere in realtà.

” Cari fratelli e sorelle dopo tutto questo tempo sono tornato e vi scrivo dalla quarta Dimensione e da un pianeta che viene chiamato dagli indigeni Umani ” Terra “. Come io sia finito qui non è un mistero, presi infatti la decisione tanto discussa ed annunciata e mi lanciai in quel portale con tutta la voglia di crescere e sperimentare tipica di un’ Anima in cammino. Mi dispiace essere riuscito solo ora a formulare un resoconto di questo viaggio, ma i primi anni sono stati caratterizzati dal trauma della incarnazione ed ho abbandonato a lungo le facoltà di ragione e coscienza che ora mi riportano a voi. Ho dimenticato per tanto tempo perfino della vostra stessa esistenza e creduto di non essere altro che corpo. Solo in questo letto di ospedale, mentre le forze e la Maschera mi stanno lasciando, mi è riapparso il mondo interiore e con esso tutti voi. La serenità e la calma sono scese ad accompagnare la chiusura di quello che avevo ormai creduto essere l’ ultimo grande sipario. Scusandomi per la lunga ed inattesa assenza, vi invio la prima di una serie di lettere che spero possano darvi un’ idea di come si vive quaggiù. Vi occorreranno grande forza e concentrazione poiché ciò che leggerete metterà a dura prova la vostra immaginazione e i limiti di quello che credevate e credevamo possibile.
Ho tremato e pianto molto i primi giorni dopo la nascita. Non mi aspettavo di certo di trovare così limitante questa armatura né così pesante questa Terra. I primi nove mesi nel corpo della donna che mi ha ospitato non mi erano sembrati poi molto diversi dal nostro mondo. Calma e serenità ed una materia modificabile traducono bene quel lontano periodo e ricordo che con una parte di consapevolezza potevo anche andare e venire dall’ involucro in formazione. Ho creduto sarebbe stata allora semplice la continuazione e sono rimasto legato a quel curioso cordone. Dopo il parto, però, tutto è cambiato e lo spirito è improvvisamente sprofondato in una grande oscurità. Niente sembrava più così debole da non poter condizionare la mia forza; ho capito che le cose viste da questo pianeta sono ben diverse dall’ idea che c’eravamo fatti noi da lassù.
Con la scoperta della parola ” dipendenza ” ho vissuto quell’ iniziale periodo che qui chiamano infanzia. Dovete infatti sapere che non soltanto il corpo ha bisogno di una dose giornaliera di cibo ed acqua, ma è soggetto a malattie e disturbi che lo rendono bisognoso di cure ed attenzioni. Il controllo manca quasi totalmente per via, so che farete fatica a credermi, di una mente debole ed offuscata da impulsi e paure. L’ infanzia è infatti condizionata da una consapevolezza in lenta crescita che ha ben poco potere sul corpo ed è fortemente legata ad altri Umani che da più tempo dimorano qui. A questo proposito coloro che nella maggioranza dei casi crescono ed accudiscono i giovani incarnati vengono chiamati ” genitori ” e gli Umani credono essere proprio i genitori a creare corpo e mente e che, visto il concepimento ed il parto, a loro anche appartengano i giovani per le prime decadi di vita. Legato a questa credenza occorre aggiungere che i nuovi arrivati non crescono, come nel nostro mondo, insieme ed in poche e grandi casate, ma divisi per famiglie e terribilmente estranei gli uni agli altri.
Dopo i primi anni passati all’ insegna dell’ apprendimento dei comandi di corpo e mente e alla scoperta dei primi pezzi di mondo si ha poi, dopo quello della nascita, un secondo forte shock. Si è infatti obbligatoriamente immessi in strutture di formazione che qui chiamano ” scuole “. In questi luoghi si viene a conoscenza di regole di comportamento e di strane basilari nozioni culturali. Dico strane perché sono, in molti casi, mancanti di senso e grandemente lacunose. Per loro la storia del popolo inizia migliaia di anni dopo ciò che noi sappiamo essere stato ed omettono la presenza di altre Dimensioni oltre che quella di spirito ed Anima. I “bambini”, così chiamano i giovani incarnati, sono trattati come se questa fosse la loro prima vita e ne viene strutturato anche l’ ego in questa direzione. Niente ricordi nè riscoperta delle proprie potenzialità; i vasi creduti vuoti vengono semplicemente riempiti di strutture e condizionamenti. Il bisogno di riconoscimento e la paura del fallimento diventano le basi di una crescita deviata verso il contrasto con una realtà difficile. La vita trova il suo perché solo nella sopravvivenza giornaliera e nella ricerca di una minor preoccupazione possibile per ciò che accadrà domani. Già nell’ infanzia divengono importanti per la maschera giudizio e conformismo.
Se la nascita, il difficile rapporto di dipendenze e la scuola pesano molto sulle iniziali speranze e curiosità degli spiriti, occorre che io vi dica che ci sono però, fin da subito, anche molti elementi di forte interesse. La materia, ad esempio, è incredibilmente diversa da tutto quello che conosciamo. L’energia sembra qui essere molto più densa e forte e tutto appare come scollegato dall’ Uno. Le parti che compongono l’essere sembrano poi giocare in una mescolanza di dimenticanze e tratti di lucidità e ci sono emozioni in gran quantità e di ogni tipo. Anche l’ avere sete ed appetito o un qualunque altro impulso, se pur limitanti, fanno seguire, nel momento in cui li si soddisfa, un per noi impensabile e divertente senso di grazia.
La discesa fin qui non è insomma semplice come ci e mi appariva prima di compierla. Vi lascio riflettere mentre raccolgo le residue forze ed ulteriori idee e ricordi. Affido questa e le successive lettere a mio figlio cosicché possano testimoniare di voi alle future generazioni di incarnati.
Sono felice di avervi ritrovato e sento riavvicinarsi la soglia di casa e le immagini della mia terra; vi invio un abbraccio di amore e rispetto da questa Dimensione lontana. “
Venerdì 26/07/1968

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.