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Lettere da un pianeta lontano Parte IV

Mi sono chiesto per lunghi anni cosa fare di queste tre lettere, il vero e ultimo lascito di mio padre. Mi fu talmente oscura la loro genesi che sono rimasto incerto per molto tempo su di una loro distruzione o continuazione.
Lo avrete capito ormai, mio padre lasciò il suo corpo poche ore dopo quell’ ultimo e terzo scritto. Da buon musicista ed attore lo avrebbe chiamato ‘ un grande colpo di scena’ nel quale l’ autore lascia a suo figlio il fardello della scelta e dell’ Opera.
Lessi e rilessi questi fogli centinaia di volte e decisi, qualche tempo dopo la sua scomparsa, di iniziare una ricerca dentro e fuori di me. Dovevo capire cosa fosse successo e la mente non si dava pace, indecisa tra il credere ad un inizio di demenza o ad una illuminazione finale di quell’ Anima. Trovai poi le risposte, se ci credessi direi per caso, in un antico percorso il cui nome non renderò pubblico finché non arriverà il momento e i miei fratelli non saranno pronti. Ora di quel sentiero sono diventato un Maestro ed ho riscoperto quelle memorie e conoscenze che tanto a lungo avevo desiderato. Con il vostro permesso, sono finalmente pronto per ricominciare a parlare con voi e per concludere ciò che rimase incompleto.
Dedico, come mio padre prima di me, queste lettere ai popoli lontani verso cui crescono il nostro albero e la nostra casa.
” L’ età adulta segue la giovinezza e trasporta l’ essere umano dalla fase delle ‘ prese di coscienza’ a quella, chiamata anzianità, delle ‘ tardive considerazioni ‘.  In questo periodo la carriera lavorativa e la famiglia divengono gli elementi centrali intorno ai quali girano tutti gli altri.
Ricordo ancora bene il giorno in cui il mio superiore entrò nel piccolo e grigio ufficio dove passavo le giornate e mi promosse. Mi sentii così orgoglioso di me stesso e grato per avere speso tanto tempo a studiare e compilare scartoffie che scoppiai a ridere. D’altronde questo è il bello del Sistema: ti usa e, quando credi di volerne uscire per la stanchezza, ti dona una carica altisonante e ti riempie di pezzi di carta da lui stesso prodotti. Se poi da una parte il mettere in tavola piatti ricchi di certezze e di soddisfazioni è il gioco di questa società, non si può nascondere il grande rovescio della medaglia con cui condisce ogni portata.
Di questa parte mi sono accorto soprattutto quando nacque il primo dei miei tre figli. Uscito dall’ ospedale dissi a me stesso: ” da ora in poi non si gioca più, hai delle responsabilità a cui pensare “. Cominciai così a dimenticare i sogni di un mondo migliore, i viaggi lontano, la ricerca di senso. Se non lavori non guadagni e se non guadagni tutto quello che hai costruito cadrà a pezzi. La paura diventa il motore trainante delle tue scelte e delle tue non- scelte.Eppure dovete sapere che anche in questa fase non mancano i momenti di luce e di grande gioia. Costruire con altre anime una famiglia, ad esempio, è davvero meraviglioso, aldilà delle responsabilità che comporta.
Piansi ogni volta che mi diedero uno dei miei bambini in braccio. Le lacrime mi scesero sempre a tal punto da poter sentire dietro di loro il sorriso del cuore. Ora, mentre scrivo, comprendo anche la rabbia di mio padre contro i genitori che si credono padroni e creatori dei nuovi arrivati; basta anche sapere di essere stati soltanto una soglia ed un riparo per avere la voglia di ringraziare la Vita. Non c’è bisogno di possedere tutta quella bellezza che si rinnova e cresce per esserne riconoscenti.

Tra le tante esperienze di questa fase, l’ adulto è attratto poi anche, forse più che da giovane e con maggior forza, da quella che gli esseri umani indicano con il termine ‘religione’. Un’ insieme di credenze e di   dogmi che si pongono come punti di riferimento per re- ligare, riallacciare cioè, l’ individuo al suo sé spirituale. Strutture che nascono da esperienze illuminanti di individui o popoli che hanno valicato le difficoltà della Terra e hanno ripreso contatto con Voi. Non molte di queste religioni hanno però mantenuto la loro purezza e la loro praticità. Sono, anzi, diventate nel tempo strumenti di potere psicologico, di prevaricazione e di condizionamento. All’ alba del terzo millennio noto, in contrasto e critica con il perdersi di questi cammini, il nascere di una nuova spiritualità più energetica e vicina agli altri mondi. Non mi illudo che sia il momento della grande svolta, ho compreso oramai che tutti i cambiamenti profondi hanno bisogno di tempo, ma proprio nel clima del rinnovamento ho trovato il mio percorso e questo mi ha donato la forza di credere che ci siano buone possibilità per migliorare le cose. In ogni caso si può e si deve fare ancora molta strada per risalire la china e per rendere l’ Umanità più unita e sveglia.

Chiudo questa lettera con le altre nel cassetto della scrivania e mi accingo a raccontarvi la mia ultima parte di vita. Consegnerò, quando verrà il momento, questi scritti ad uno dei miei tre allievi e spero un giorno al popolo della Terra risvegliatosi tutto.

Un abbraccio
Giovedì 09/07/1998

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