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Alla ricerca della vera spiritualità

I primi mesi nei quali ci si trova a lavorare su sè stessi e sulle proprie energie si è spinti solitamente da molti interrogativi e si va, di esercizio in esercizio, alla ricerca di risposte e di prove. Passato questo periodo iniziale e avuto oramai modo di provare il lavoro sui chakra e il sistema interno, le tecniche di cura, il viaggio astrale, la regressione e così via, ci si sente persi in un universo di tecniche oramai familiari, ma che, svelati i misteri o risolti i problemi iniziali, non suscitano più alcun interesse. Succede infatti che la maggioranza delle persone che si avvicinano ad un cammino spirituale, come può essere quello dell’ Eish Shaok, lo facciano per risolvere un loro problema ( deludente vita sentimentale, mancanza di bussola nelle scelte di vita, malattia, depressione, solitudine ecc.. ) e non per un amore profondo nei confronti della pace e della serenità che il lavoro energetico e questi cammini ci donano. Come Occidentali siamo abituati ad avere e a volere risposte semplici e veloci e non siamo contenti di doverci impegnare per lungo tempo e di dover cambiare molte cose di noi per poter capire qualcosa in più o per ascoltare la nostra parte più profonda. Questo atteggiamento ha fatto da terreno fertile per tutti quei sentieri nei quali una veloce armonizzazione, senza troppe o accurate spiegazioni, esaurisce il lavoro su di sè e qualche centinaio di euro ci fanno uscire soddisfatti e compiaciuti del sacrificio fatto, anche se magari siamo coscienti di aver imparato poco o niente. Siamo sempre più lontani da quel, tanto antico quanto efficace, modello di scuola quotidiana, nella quale non si pagava con pezzi di carta, ma si lavorava tutto il giorno per il Maestro e questi trasmetteva nel corso di una vita intera la propria saggezza e le proprie conoscenze. A quei tempi chi desiderava con tutto sè stesso evolvere e fare della propria vita un faro per chi gli stava intorno, era pronto a lasciare tutto ciò che possedeva, materialmente e internamente, e a vivere fianco a fianco con coloro che in quella via erano più avanti di lui e che presto diventavano suoi fratelli.
Oggi la parola spiritualità si trova sulla bocca di tutti e coloro che hanno interesse a mantenerne la vera essenza nascosta, ne pubblicizzano una versione commerciale, nella quale tutti sono di fatto illuminati o lo possono facilmente diventare leggendo un libro o in tre giorni di seminario. Niente di più utile a mantenere la media in una gabbia dorata e a far scomparire i veri Maestri, oggi sulle soglie di casa a lavorare da soli nei propri campi. 
Cosa fare allora per comprendere la differenza tra una ben architettata ma vuota via e una reale e profonda? La risposta è molto semplice: diffidate dalla velocità e dalla mancanza di sacrificio e chiedetevi se per voi la spiritualità è uno strumento per arricchire la vita nei periodi bui o se è la vita stessa, una quotidianità non mai dimenticabile. Quando la risposta a questa domanda vi sarà chiara e il percorso che state seguendo vi richiederà una parte delle vostre giornate o scelte impegnative per migliorarvi, allora saprete se fuggire nelle braccia di un furbo e ricco ” insegnante ” o rispondere positivamente e iniziare a crescere.       
La ricerca di una reale evoluzione spirituale è lunga e deve essere affrontata con una scelta quotidiana di lavoro ed impegno, senza i quali ” sei Uno e l’ Uno è te” e ” ti mando un pò di energia positiva” sono le uniche frasi che sentirete in seminari tanto inutili quanto costosi. 

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