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Destino, caso o libero arbitrio?

Spesso ci chiediamo quanto di quello che accade nella nostra vita sia stato deciso da noi e quanto invece sia frutto di casualità o di un disegno prestabilito. Una mattina ci svegliamo e ci accorgiamo che la sveglia non è suonata, abbiamo perso il solito autobus e incredibilmente incontriamo sotto casa, mentre corriamo per arrivare in ufficio ancora in orario, quella nostra vecchia conoscenza che tanto avremmo voluto rivedere in questi anni e che in futuro potrebbe diventare molto importante per noi. Ma se tutto fosse stato deciso da un piano dove è andato a finire il famoso e caro libero arbitrio? E se invece fosse stato tutto un caso, allora la vita perde di senso e io sono in balia di eventi improvvisi e senza significato? Tutte domande che almeno una volta hanno riempito la nostra testa e che nelle tante filosofie e religioni hanno cercato risposte. Facciamo allora un piccolo passo indietro ed iniziamo a guardare a questo argomento partendo, come sempre, dalla fonte protagonista di questo tema: noi stessi.

Che cosa abbiamo imparato finora su di noi? Sappiamo di per certo di avere una parte umana con la quale agiamo o meglio, re-agiamo, quotidianamente in risposta agli eventi esterni, sia a livello emozionale che mentale. E’ chiaro che non è dalla prospettiva di questa parte che potremo dare risposta alle domande che ci siamo posti e infatti sappiamo che questa è la nostra ” maschera “, la punta di un iceberg che poco lo rappresenta.  Cerchiamo allora di andare ancor più in profondità e parliamo della parte spirituale, quella che mette insieme energie e ricordi e che ci accompagna nei nostri viaggi astrali o nei sogni più profondi. Studiare questa parte significa, come in altri articoli abbiamo detto, trattare l’ argomento delle vite precedenti ed iniziare a comprendere attraverso questo la presenza di un certo schema negli avvenimenti ( di vita in vita mi capitano esperienze non ancora fatte o prove da superare per crescere ), la quale cosa ci permette di escludere l’ ipotesi della casualità, ma non di comprendere se sia tutto dovuto ad una nostra scelta o a quella di un ” grande disegno “. Arrivati a questo punto muoviamo allora ancor più al cuore del nostro essere e parliamo dell’anima, una parte tanto grande da sfuggire, il più delle volte, ad una nostra comprensione razionale. Che cosa sappiamo dell’anima? Collegarci con lei significa sentire unione e legame con tutto quello che ci circonda ed accade, ma questo ci dà pochi elementi per risolvere il puzzle; sappiamo ora che tra noi e gli eventi c’è un profondo collegamento, oltre che logico ( vita in vita avviene questo e poi quello ), anche energetico ( ci serve che accada per avere qualcosa in più in noi ).
Proviamo adesso a cambiare per un attimo prospettiva e a guardare le cose pensando al rapporto tra destino e libero arbitrio. Se io vi dicessi che il mio colore preferito è il rosso e, dopo averlo saputo, alla domanda: ” Preferisci il giallo o il rosso? ” voi anticipaste la mia risposta, questo mi toglierebbe libero arbitrio poiché nello schema delle risposte avevate già selezionato le mie? Pensiamo al destino come ad un piano stabilito da altri che, seguendo una logica tutta sua, guida le nostre decisioni e azioni, ma come abbiamo visto poco fa, questo piano non è incompatibile con la nostra idea di libero arbitrio. Il problema però sorge nel momento in cui tutte le scelte individuali non vengono modificate, ma solo previste o facilitate, e occorre unire il disegno di tutti incastrandone le varie parti. Vi ricordate quale parte di noi può essere così collegata al Tutto da poter sapere e sentire quando e come unire le proprie scelte con quelle di un disegno generale? Ovviamente l’anima.

destino..eish shaok
In conclusione a questo articolo cerchiamo di dare una risposta alla domanda iniziale: destino, caso o libero arbitrio? Abbiamo escluso la possibilità di una casualità imprevedibile ed imprevista che non sarebbe accostabile allo schema delle vite precedenti e abbiamo visto la possibilità di unire destino e libero arbitrio come risultati l’uno della sommatoria delle scelte future individuali e l’altro di una intelligenza animica collegata con l’intero Universo. Quello che ci resta da sottolineare è la nostra confusione, non tanto dovuta a meccanismi e avvenimenti poco chiari, quanto, forse, ad una comodità nel mettere in scena una trama che siamo noi, tutti insieme, ad avere scritto e della quale siamo anche gli inconsapevoli commedianti.

Un abbraccio

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