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Pranoterapia ed Eish Shaok..apprendere le basi di un’arte antica

Una volta trattati argomenti basilari quali Chakra e Aura (Li puoi ritrovare qui: “Aura cos’è e come vederla“, “I Chakra, le ruote della Vita“) non potevo ora che andarti a raccontare qualcosa dei passi successivi per uno spiritualista. Con i Chakra abbiamo imparato a capire come e dove nasce la nostra energia, anche se sarebbe più corretto dire da dove sgorga; con l’Aura abbiamo imparato a vederne alcuni degli effetti sul mondo esterno. Ora guardiamo ad una di quelle migliaia di possibili espressioni di questa energia: l’arte della guarigione.
Se ne parla da quando l’uomo è giunto su questo pianeta; ogni cultura in ogni continente ha imparato qualcosa del suo sapere usare l’energia contro la sofferenza. Chiariamo però subito una cosa: per guarigione si intende la possibilità di dare una mano a riequilibrare ciò che c’è intorno e dentro di noi. Ogni spiritualista sa infatti che non dipende dall’energia la guarigione da un male, ma dall’esaurirsi del suo significato. Nel programma dell’ Eish Shaok si ritaglia grande spazio a questo argomento, che, insieme ad altri, è fonte e pilastro del nostro percorso. Sono due i motivi per cui lo si studia:

-Imparare a riequilibrare e fondersi con il mondo
-Imparare ad aprire il cuore

Andiamo ora nello specifico: Ognuno di noi, possedendo al proprio interno una certa quantità di energia, regolata dai chakra, e in continuo scambio con l’ambiente esterno, può dare la forza ad altre persone per risolvere i propri blocchi e traumi. Questo può avvenire poiché il dolore fisico non è altro che la conseguenza di uno squilibrio interno di natura energetica. Infatti, prima ancora della manifestazione fisica del dolore, è possibile che si crei in un determinato punto un’afflusso troppo forte o troppo scarso di energia o, al contrario, una deviazione dell’energia stessa in altre aree, cosa che provoca una sorta di “vuoto” (osservazioni che si fanno anche grazie alla visualizzazione dell’ aura). Il compito del guaritore è quello di colmare la mancanza di energia e agire con la propria per ristabilire l’equilibrio. Al riguardo esistono varie tecniche: il reiki, per esempio, ne ha riportata una che consiste nel convogliare le energie universali e veicolarle nel punto desiderato in modo che il praticante costituisca solo un tramite, un canale nel quale passa l’energia; con la pranoterapia, invece, l’energia che passa dall’uno all’altro è prevalentemente quella del guaritore stesso. Entrambi i metodi richiedono un lavoro su di sé e non entrerò nella diatriba di quale sia il migliore poiché nelle grandi scuole e nell’Eish Shaok si usano entrambi, senza dare loro alcun nome specifico.
La prima delle tecniche usate nel nostro percorso si avvicina alla pranoterapia(terapia con l’utilizzo di prana cioè energia) e consiste in tre semplicissimi passaggi:
  • Carica una mano o entrambe le mani di energia partendo dal chakra che desideri. Puoi usare l’esercizio del caricamento precedentemente spiegato ( lo trovi qui).
  • Poni la mano a 1-2 cm di distanza dal punto su cui intendi agire, cominciando ad immaginare che la tua energia esca dalla mano e che venga assorbita da questo punto.
  • Continua ad immaginare che la tua energia passi dal braccio, per arrivare alla mano e poi uscire, fino a quando lo sentirai istintivamente necessario o quando comincerai a percepire la tua energia tornare al palmo che la emana.
Quando vi è uno squilibrio energetico lo si può spesso individuare facendo passare la pranoterapia..eish shaokmano in vari punti del corpo, cercando un punto dove maggior calore o un freddo insolito viene emanato (cosa che segnala una concentrazione eccessiva di energia nel primo caso o un vuoto che il sistema sta cercando di riempire nel secondo). Ovviamente, le sensazioni e le percezioni possono cambiare da persona a persona, ma  nel tempo tutto ti sarà più chiaro. Si tratta solo di far pratica e di abituarsi alle piccole sensazioni di carattere energetico-vibrazionale.
Per concludere è importante ricordare ancora una volta che le malattie, grandi o piccole che siano, sono sempre accolte dal nostro stesso sistema per farci comprendere l’importanza di modificare la nostra vita, in parte o in toto. Apprendi  quindi ogni tecnica ed esercizio che desideri, ma non riporre ogni speranza di miglioramento in queste pratiche poiché questo dipende spesso da molti altri fattori interni alla persona malata e ognuno ha le sue sfide.
Un abbraccio

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