Vi veri veniversum vivus vici

” Con la forza della verità, da vivo, ho conquistato l’Universo”, questo il significato della frase latina, titolo dell’ articolo di questo mese, e nella cui diatriba sull’origine non entrerò. Voglio invece parlarti di un tema caro all’ Eish Shaok, forse più di ogni altro: la forza della Coscienza per comprendere il mondo e per vincere la morte stessa; una forza troppo a lungo sottovalutata e sfruttata.
Pronunciare la parola ” Verità ” ci agita e pone infiniti dubbi sulla suscettibilità dei nostri interlocutori e sulla loro predisposizione a crederci pazzi, fanatici o semplicemente egoistici tiranni. Come dare e darci torto d’altronde, nella storia del nostro popolo il caos e il relativismo hanno regnato incontrastati e sono sempre stati sconfitti dal solo sangue di dittature ideologiche inneggianti alla propria perfetta verità. Ma non è del tutto esatto sostenere che le cose siano sempre andate così; c’è stato un tempo in cui il nostro animo non era tanto debole e il nostro passo era tutto tranne che incerto, ma questo non ti è stato trasmesso ed è andato volutamente perduto tra le pagine della Storia.
Nel mondo delle religioni la parola Verità, tranne in rari casi, ha sempre giustificato prevaricazioni ed assolutismi e in quello del misticismo e dell’ esoterismo ha posto grandi distanze tra i detentori del Potere e i loro seguaci o tra i praticanti dell’ Arte e il resto degli uomini. Quale sia la situazione odierna è noto a tutti: siamo nella fase in cui ci bombardano di relativismo e si detiene ed imprigiona la Verità in poche e ricche mani.
” Vi veri veniversum vivus vici”. Ma quale Verità? Non è ad oggi mio compito parlarvi delle strategie e dei volti che si celano dietro alla politica, alla religione ed alla scienza, ma di aprirti e spingerti nel mondo dello spirito e dell’Anima che tutti gli altri ambiti racchiude. Allora qui la Verità diviene la guida di una vita cosciente e perderla significa essere condannati ad errare in un labirinto ingannevole e apparentemente senza uscite. Ciò che hanno seppellito nella caduta dei templi di Atlantide e che ti hanno fatto dimenticare dietro al velo di Maya è la ” Fratellanza Allargata e Profonda. Non fermarti alla fredda lettura di queste parole, ma cerca di respirarle ed assorbitele in te come fossero un dono antico che desideravi da tempo. Dietro la parola Fratellanza si incrociano gli scudi e le spade di Anime sorelle tra loro, non per sangue ma per credo, che stringono un patto di immortale concordia. Con la parola Allargata si urla ai quattro venti che non siamo soli e non lo siamo mai stati; il nostro popolo ha sempre convissuto con altri ed è sempre cresciuto grazie anche a questi. Non rendersi conto e non ricordarsi dell’esistenza di fratelli lontani significa privarsi della loro stima, della loro forza e di grandi occasioni per evolvere. Viene per ultima la parola Profonda, ma senza di questa le altre cadrebbero vuote. Profonda significa percepita tramite il Fuoco dell’Anima, desiderata ardentemente dalle profondità del nostro essere e per questo immutabile e meravigliosa. Riscopri la ” Fratellanza Allargata e Profonda”  come il giuramento millenario tra anime onnipotenti che si riconoscono ed incontrano in una moltitudine di vite e di popoli e che sono collegate tra loro nei cuori.
Ti si vorrebbe debole, solo e privo di valori con cui crescere e per cui vivere. Desiderano per te che tu viva in un sogno terribile nel quale guardi negli occhi i tuoi fratelli e non li riconosci o osservi le stelle e te ne senti distante. Portarsi dentro la grande Verità significa capire come la conquista e la comprensione dell’ Universo non siano che naturali dati di fatto per ognuno di noi e che alla morte segue solo altra vita in un ciclo di perfetta ed assoluta armonia. Tatuati nel Cuore ” vi veri veriversum vivus vici”  e non avrai più il timore di considerare te stesso come il detentore della Verità o di fare di questo mondo una casa comune di esseri illuminati.
Un abbraccio

Leadership e Spiritualità..due strumenti al tuo Servizio

Ammettilo senza vergogna, i leader non ti piacciono. Sicuri di sé, convinti di poter guidare gli altri, ricchi e pieni da ogni punto di vista. Non è che li detesti proprio, un po’ li invidi e un po’ non ne senti la necessità. Nella nostra cultura cattolico-occidentale la leadership è d’altronde considerata uno strumento di comando e di imposizione del volere di uno su quello di molti. A chi piacerebbe? E’ normale..è normale che te l’abbiano fatto credere. Osserva la vibrazione che la tua mente collega alla parola leadership, scoprirai un sottile giudizio, una piccola o grande diffidenza che il Sistema ha piantato lì. A questa visione della leadership ha poi ovviamente fatto seguito la creazione della sua nemesi, nel mondo delle dualità tutti i cattivi hanno dei super eroi buoni o, in altre parole, sembra esserci sempre il rovescio della medaglia. A salvarci dallo strapotere di pochi arrivano allora i concetti di uguaglianza, umiltà, gioia, speranza, amore, libertà individuale. Sale insomma sul palcoscenico la spiritualità.

Fino a qui niente di nuovo, la mente ha visto i suoi dubbi confermati e si fermerebbe volentieri, i leader sono spocchiosi e la spiritualità è tutt’altra cosa. Bene, ma se ora ti dicessi che spiritualità e leadership sono in realtà felicemente sposati da sempre? Lo so, vado cauto, non voglio confonderti, ma prova a leggere ancora un poco.. Spiritualità e Leadership sono felicemente sposati, ma non sposati per contratto come accade a te quando ami perché non sai stare da solo; no, questi due sono sposati per natura, perché l’uno non può essere davvero senza l’altro. Non sei stato invitato a percepire il loro idillio di amore, non ancora, nessuno finora desiderava che tu ti riscoprissi leader spirituale, nemmeno tu.. d’altronde se fosse facile lo sarebbero tutti!  Nel tuo viaggio però capirai che non vedi l’ora di celebrare con loro questa condizione, a discapito delle mode e delle lingue contemporanee. Presta attenzione e cerca una risonanza di queste parole dentro di te. Espanditi oltre il Sistema.

Nella crisi profonda, che fa da padrona alla società contemporanea, è difficile che tu riesca a trovare un sentiero in cui indirizzare la tua energia, un modo di esprimerti pienamente, uno che sia tutto tuo. Le parti che ti compongono sono le une contro le altre, più confuse di te. E’ un problema che si ripercuote su ogni ambito della tua vita e che ti impedisce di essere soddisfatto in ogni attimo della giornata. Spero di sbagliarmi, ma la confusione su chi sei e sul perchè tu sia venuto su questo pianeta regna sovrana! Le sicurezze di un leader e la pace profonda dello spirito sono lontani. Consolati però, non sei il solo a girare in tondo. Nel corso di svariati secoli la mancanza di rotta nel lavorare su di sé ha fatto sì che si cristallizzassero due tendenze:

1- Perdere ogni speranza, auto-convincendosi che nessuna direzione o percorso per trovare un Senso a tutto questo esista o debba esistere. Ognuno è legittimato a fare ciò che (la sua Mente) vuole! Al diavolo i leader!

2- Lottare per convincere gli altri che sia la propria direzione l’unica possibile. Io sono un leader, voi il gregge!

Gli appartenenti al primo gruppo li puoi facilmente riconoscere dalla loro irritazione verso qualsiasi forma di esercizio, disciplina o maestro. I secondi dal loro impedirti di parlare, “Io Tarzan tu Cita, io parlo tu ascolti” è il loro motto. I primi dal loro timore verso qualsiasi forma di lavoro stabile dentro di sé, i secondi dal parlare del proprio lavoro senza ascoltare il tuo. Guardati intorno, fai un giro nelle palestre e nei centri delle tue città. Da una parte troverai maestri pronti a divorarsi gli uni con gli altri, dall’ altra vedrai allievi psicologicamente instabili ed inneggianti ad un’unione con un presunto e fumoso amore universale. La spiritualità ha perso nella percezione di chi la ricerca il suo carattere di scuola sacra, di un luogo dove possa essere alimentato il Fuoco dell’ Anima. Entrambi i gruppi sono però composti da fanciulli e fanciulle profondamente tristi. Entrambi percepiscono l’esistenza di una terza via per comprendere, ma non sanno come arrivarci. Una nella quale la spiritualità venga percepita come un campo di formazione per leader, per chi crede cioè profondamente in se stesso, per chi riesce a trovare il proprio vero sé in linea pratica. Un luogo nel quale l’intero Creato diventi un parco giochi, il trono per nuovi Maestri. Mi stai seguendo? Ci siamo quasi, resisti, ti sto invitando al matrimonio dei nostri due servizievoli amici.

Come spesso mi è capitato di dire e scrivere: la spiritualità non aiuta la vita nè ne cura le ferite e aggiusta i pezzi, la spiritualità è la Vita stessa. Dobbiamo concepirla in modo nuovo. Questo significa che coloro che si avvicinano alla riscoperta di Sè sono, o dovrebbero essere, mossi dalla pura passione, dalla profonda convinzione di un rinnovamento interiore e non dalla speranza di guarigione dai propri mali. Dimentica l’immagine dello spiritualista povero, sofferente e solo in cima ad un monte, non abbiamo più bisogno di queste immagini. Pensa invece allo spiritualista come a quel cittadino del mondo che si sforza di abbandonare i propri traumi, le paure, le dipendenze e i falsi attaccamenti e traguardi. Questo meraviglioso individuo deve essere coraggioso, saggio, potente..per essere uno spiritualista deve avere insomma le stesse caratteristiche di un leader. Comprendi perché dicevo che sono felicemente sposati? Si potrebbe commentare che è più facile a dirsi che a farsi questo matrimonio, e infatti molti lo hanno detto e pochi lo hanno fatto. Se sei arrivato a leggere fino a questo punto credo però che tu sia d’accordo sul fatto che sia giunto il momento di non accontentarsi più di essere una guida su molti o uno dei molti. La prossima fermata del genere umano ci parla di un popolo in cui ognuno possa trovare dentro di sè Dio, la sua Anima, la sua Missione, la sintesi della Vita stessa.

Occorre ora precisare una cosa tanto importante quanto spesso dimenticata: se non conosco il mio vero Sè non posso seguirlo. Se vuoi essere un leader spirituale devi sapere innanzitutto chi sei. Dico questo perché ora che da Cita stai diventando Tarzan non vorrei che iniziassi a seguire il tuo Ego fino al lato oscuro della Forza. Per evitare una tale deriva nella spiritualità, con la esse minuscola, ti metto subito in guardia da uno dei pensieri di chi scambia forza con coscienza:” Tu cosa vuoi? Io faccio quello che voglio”, dove quel Tu si riferisce ovviamente al tuo vero Sè. Non si parla di seguire la Mente quando si dice ” ritrovare il Maestro interiore” o ” essere leader di se stessi”; se segui lei ti ritroverai ad avere a che fare con il broncio di un bambino viziato ed impaurito che fa del vizio e della paura le proprie guide. La potenza del leader di cui parlo non si misura dalla circonferenza dei muscoli, ma dal livello di collegamento con l’Universo.

Per farti comprendere ancora meglio cosa significhi essere leader spirituali immagina di poter scegliere da che parte andare davanti ad ogni bivio, sicuro di avere dentro di te le forze per arrivarci, con chiarezza, autonomia, lucidità e serenità costanti. Una fluidità naturale, sai quale ruota sei di questo meraviglioso ed immenso ingranaggio e questo ti permette di non pretendere nulla di più e di non accontentarti di niente di meno. Immagina di diventare interamente padrone del tuo mondo interiore, all’inizio solo di quello interiore. Tu sei leader di tutte le parti che ti compongono: mente, cuore, corpo, energia. Le allinei secondo la tua Volontà. Solo in un secondo momento questo si rivela poi utile per aiutare gli altri a scoprire che la bussola interiore funziona sempre bene, anche se sul cammino si incontrano nebbia e tempeste. Che sensazione ne hai? Fa per te?

Per concludere, chi è un leader spirituale? Sicuramente uno spirito intanto. Cioè un essere cosciente, potente e millenario che sta in questo momento facendo un’esperienza umana. Non è colui che gioca da solo a fare il capo, ha risolto i problemi con se stesso. Non ha bisogno di sentirsi qualcuno a discapito di qualcun altro. Egli è invece colui che riconosce ricchezza e unicità in ogni persona, evento e consiglio, e ne prende il meglio, col sorriso di uno che guarda lontano ed ha ben chiara la meta. Ricorda le sue vite passate ed è, allo stesso tempo, libero dal passato e rivolto a ciò che sarà. Ha trovato la sua Fonte interiore e gli è ormai naturale condividerne l’acqua limpida con chi lo desideri.

Poche parole di commiato in cui definire un punto pratico da cui iniziare questa scalata in vetta. Ti lascio ora quelli che l’ Eish Shaok chiama ‘ I quattro passi verso la leadership‘:

Eish shaok

  • Scegli un sentiero e, se necessario, un Maestro e seguili finché ti permettono ancora di crescere, finché rispecchiano di te quello che hai necessità di vedere. Arriverà il momento in cui tu sarai il tuo sentiero ed il tuo Maestro, collaborando o meno con altri.
  • Sii coerente con le tue azioni e con la tua natura profonda. Fai delle promesse nel Presente a te stesso e mantienile davanti alle sfide future.
  • Scopri il motivo che si cela dietro ad ogni evento della tua vita e costruisciti il tuo ruolo nel mondo. L’Anima ha ordito la trama per il tuo successo da quando sei nato, osserva gli eventi e trovane i doni celati.
  • Fai della grandezza interiore qualcosa di intimamente tuo, qualcosa di prezioso e delicato, e porta con te la visione di una Umanità popolo di leader.
Un abbraccio

Benvenuto sul pianeta Terra..i 5 precetti di un’educazione spirituale

Benvenuto/a sul pianeta Terra! Ti auguro di poter godere di questo bellissimo angolo di Universo con tutta la pienezza che sai esprimere e auguro a noi di poter godere della tua presenza il più profondamente possibile. Benvenuto..

Credo non sia mai troppo tardi per sentirsi dare un benvenuto di cuore, poche parole che sanno impreziosire e scaldare quell’attimo in cui si varca la soglia, che sanno farci sentire subito a contatto con il caldo focolare di casa. Se lo desideri puoi anche pensarlo come un esercizio per lavorare dentro di te: aprire il cuore (in linguaggio tecnico-energetico si usa per indicare una discesa della tua coscienza, immaginata come un puntino, dal centro della fronte al centro del petto e un’espansione di quest’ultimo come fosse una bolla, provare per credere!) e consegnare a chi ti bussa alla porta qualche parola per accoglierlo e magari anche un abbraccio. Non faresti niente di nuovo. L’accoglienza ha sempre fatto parte delle Tradizioni spirituali di tutte le Ere e continenti, era una cosa seria e soprattutto Sacra. Può diventare per te un campanellino quotidiano e semplice da ricordare, ma che sa cambiare davvero il volto della giornata.
Detto questo, ti pongo una domanda: Qualcuno ti diede il suo benvenuto di cuore al tuo arrivo sulla Terra? Magari si e magari no, ma sono alquanto sicuro che non in molti abbiano immaginato di avere davanti uno spirito millenario che si celava in quel piccolo corpo. Eppure credo che tu lo sappia, almeno in profondità: tu non sei mai stato bambino!..almeno non completamente. In questo articolo vorrei lo dessimo un po’ per scontato ( se vuoi approfondire il tema leggi questi post: “Perché ricordare le vite precedenti”“Guarda le stelle, ne vedrai delle belle”) e che ci sedessimo a parlare di tutti quei meravigliosi esseri che stanno giungendo e sono giunti su questo pianeta dalla sua creazione ad oggi. Per il tuo passato non possiamo fare più niente, ma qualche consiglio per i pargoli futuri te lo do volentieri!

Immagina che oltre il nostro pianeta si trovino miliardi di costellazioni diverse e che oltre il nostro Universo ce ne siano infiniti altri. Aggiungi a questo incredibile dipinto l’esistenza di immortali Spiriti vaganti da uno spazio all’altro, da una vita all’altra. Rifletti ora sulla tua esperienza personale. Chiediti cosa accade dentro di te quando vedi un bambino. Sebenvenuti-eish shaok riesci a scovare dietro il giovane involucro l’antica essenza o se il ” ma quanto sei bello piccino ” prende il sopravvento sul resto. Nel grande Eish Shaok abbiamo un detto che suona più o meno così:” Per riconoscere uno spirito devi essere spirito tu stesso“. Significa che hai una parte dentro di te che non potrà mai comprendere quello che ha intorno. La mente è troppo giovane e legata ai suoi occhi per poter sentire il dipinto che abbiamo messo su tela prima. Lo può immaginare, farne uno dei tanti pensieri della giornata, ma sentirlo e respirarlo le è impossibile. Per riconoscere un bambino devi quindi fare affidamento su ciò che hai dentro. Diventa per te una rivoluzione copernicana con il Sole che si pone dove prima stava la Terra. Riesci a seguirmi?

Dalla difficoltà di comprendere tutto questo sono nati i nostri diversi sistemi educativi, adottati da scuole e famiglie. Quelli che dovrebbero iniziare con il nostro benvenuto e accompagnare poi i nuovi arrivati al ricordo di Sè. Osserviamo invece che cosa accade nel sistema generale partendo dal primo periodo di permanenza del nuovo arrivato. Vediamo che: egli viene fin da subito immesso in uno schema di valori e regole sociali stabilite da noi e da coloro che a noi le hanno insegnate. A tre anni inizia un percorso ” formativo ” che lo porterà in circa due decenni a conoscere la morale, la storia, la matematica, la geografia e più in generale quello che si dice ” lo stare al mondo ” e che tradurrei invece con ” il sopravvivere nel mondo“. Per quanto riguarda le sue qualità interiori, il suo passato, la sua grandezza e profondità, il lavoro con le emozioni e le dinamiche di rapporto con gli altri nessuno ne parla. In tutto questo quel piccolo corpo è sempre abitato da uno spirito antico e potente. Il suo equilibrio non è pieno e ha tanto da imparare, ma di sicuro non è un’ampolla vuota. Osserviamo ora il risultato di questo sistema: adulti di cartapesta che puntano ad un lavoro, uno stipendio fisso e quattro mura in città e che hanno più insicurezze, traumi irrisolti e dipendenze di quando sono arrivati su questo pianeta. 

Cinque continenti, sette miliardi di persone e altrettante esperienze possibili e il risultato è una vita limitata dal timore e dal bisogno.

Mettendo al centro del nostro sistema l’ educazione sociale abbiamo perso di vista le qualità insite e innate nel bambino e abbiamo quasi del tutto rinunciato a renderlo capace di osservarsi e credere nel suo saper fare. Egli potrebbe invece divenire una persona profondamente equilibrata e interamente indipendente dalle attenzioni altrui ma, ahimè, accade l’esatto contrario. L’adulto medio non solo potrebbe essere colui che ha risolto i traumi del suo passato, ma anche colui che ha una chiara visione ed attenzione sul presente ed un ben definito progetto per il futuro. Abbiamo perso molto durante il cammino e trattare questi spiriti come tali diventa un monito per noi non tanto alla serietà, quanto alla responsabilità di non indebolire la loro luce.

Il futuro dei nostri sistemi, la loro sfida, sarà di ristabilire l’equilibrio tra la conoscenza del mondo, per affrontare gli ostacoli della vita, e la ricordanza di sè, per comprendere e saper scegliere quale tipo di esperienza sul pianeta si desidera.

 

Riassumendo quanto detto sopra: ricordati di dare un sincero benvenuto sulla Terra a questi spiriti appena giunti tra noi e a far di questo una promessa futura di rispetto profondo e di considerazione reale della loro bellezza, delle loro memorie e di tutto ciò di cui il nostro popolo attende. Solo portando avanti questo lavoro nelle nostre case e rinnovandolo quotidianamente possiamo formare dei veri adulti, esseri umani che sappiano cosa significhi dare valore reale alla materia e che allo stesso tempo ricordino di avere dietro di sé migliaia di anni di esperienze e conoscenze.
Perchè ti siano ancora più chiari i passaggi di questo pensiero, ecco i famosi cinque precetti:
– Esercitati a dare un benvenuto a cuore aperto.
– Dietro ogni nuovo arrivato si cela uno spirito millenario.
– Modella la tua visione al bambino ed evita di modellare il bambino alla tua visione.  
– Sii il suo esempio di equilibrio tra esperienza umana e Ricordo di Sè.
– Individua in lui le qualità che ancora ci mancavano. La Vita è come Paganini, non ripete.

Per concludere con un accenno poetico, un frammento dell’ispiratissimo Kahlil Gibran che ritengo sempre illuminante:  
 
” I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della Brama che la Vita ha di sè.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benchè stiano con voi non vi appartengono.
Potete dal loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Perchè essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime.
Perchè le loro anime abitano nella casa del Domani che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perchè la Vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.”

Un abbraccio e, mi raccomando,
sii un buon precettore!

Un Consiglio di uomini liberi

Dopo molti anni di viaggi e di incontri con i popoli che abitano in Dimensioni lontane dalla nostra, ci si rende facilmente conto di quanto questi si sentano e siano a tutti gli effetti uniti sotto un comune codice morale e culturale. Dimenticate infatti le divisioni interne che per secoli li hanno tenuti in guerra, questi popoli si trovano oggi ad avere come guide dei grandi Consigli composti dei migliori e più saggi tra loro, esseri la cui esperienza e crescita è oramai arrivata al punto per cui solo aiutare gli altri può farli progredire ulteriormente nella via verso l’ Uno. Trovarsi in presenza degli appartenenti ad un Consiglio è un esperienza indimenticabile per chiunque la viva; si entra in un’ ampia sala nella quale ci si immerge subito in una energia calda ed accogliente che comunica un senso di pace profonda e serenità. Attraverso le parole dei Consiglieri si viene a conoscenza di molte cose, spesso personali e utili per guardare da una prospettiva più alta la nostra vita e darle nuovi significati. Tra le tante informazioni che questi viaggi ci donano vi sono anche quelle relative alla storia passata degli altri popoli e questo è fondamentale per sapere che anche loro, se pur oggi molto lontani da noi, hanno percorso il sentiero in cui ci troviamo adesso e che superate quelle che sono anche le nostre difficoltà, sono entrati in una nuova Era di grandezza e progresso. 
Guardando alla situazione energetica attuale del nostro popolo, quello umano ( lo so, non siamo abituati a definirci tali, ma è il momento di iniziare a farlo ),  ci si rende conto di quanti percorsi si siano diffusi e di quanti punti in comune questi abbiano ( equilibrio, serenità, consapevolezza del vero sè, legame con l’ Universo e con le sue energie… ), ma si trovano anche molte cose su cui occorre ancora lavorare, come trovare un punto di riferimento unico che racchiuda i semi di ogni percorso e cultura e i loro più grandi Maestri. Un Consiglio insomma che dia modo a tutti gli esseri umani di trovare la sicurezza di un lavoro serio ed organizzato, ma anche la possibilità di comprendere quale strada seguire senza paura di finire nelle fauci di un insegnante più attento ai guadagni che al valore di ciò che trasmette. La sfida che ci vede protagonisti è quella di una crescita esponenziale a livello individuale e collettivo per evitare un totale disfacimento del nostro popolo ed una regressione totale a punti di riferimento più bassi di quelli attuali. L’ unica certezza ad oggi è che al relativismo spirituale ( ” va bene tutto, tu pensa a te che io penso a me” ) in pochi sentono ormai il bisogno di credere e che il desiderio di crescere tutti insieme verso un obiettivo di indipendenza da meccanismi sociali e forze oscure imperanti sta spingendo molti di noi a riunirsi, formare gruppi, comunità e associazioni e ad intraprendere quel viaggio che ci auguriamo possa portarci al livello degli altri popoli e ad avere anche noi un Consiglio nel quale entrare e poter finalmente dire: ” siamo a casa”.
Arrivare ad un mondo nel quale siano i saggi a guidare, un pò come nella repubblica platoniana, sembra impossibile e non sarà certo un’ impresa facile nè realizzabile nel breve periodo, ma noi ci siamo, stiamo scrivendo qui, oggi, che non solo ce la faremo, ma che il nostro popolo tornerà ad essere grande, forte ed unito. Questo è il momento nel quale si comincia a vedere la possibilità di un arrivo e si raccolgono le ultime forze per un grande scatto finale.
Come sempre, la mia speranza e quella di tutti noi Maestri di Eish Shaok per un mondo migliore e più consapevole è riposta in tutti voi e nella vostra capacità di realizzare oggi i sogni prima relegati ad un lontano domani.

La dissoluzione dell’Occidente e l’inizio di una nuova era

Tra un post e l’altro ci è sembrato doveroso aprire una parentesi parlandovi di questa difficile epoca che stiamo vivendo. La crisi finanziaria, i disordini in tutta Europa, l’infelicità delle persone sempre più stanche di istituzioni i cui rappresentanti ridimensionano gli eventi preoccupati soltanto della loro posizione, della loro “ricchezza”, fanno emergere in noi sempre più forte l’idea del rinnovamento, della rinascita di un mondo che muore e chiede aiuto. Stiamo assistendo alla dissoluzione della civiltà occidentale, non sarebbe giusto usare mezzi termini per dirvelo, d’altronde, almeno noi, non abbiamo paura di perdere il nostro posto in Parlamento. Ma una volta presa coscienza di questo canto del cigno, che cosa ci rimane?..e già, abituati come siamo a pensare di essere inermi, di non poter far nulla se non assorbire e soffrire, non ci sfiora nemmeno l’idea che il mondo aspetti un nostro risveglio, perchè dovrebbe? In campo magico si sente spesso parlare di antiche civiltà “come sarebbe stato bello vivere ad Atlantide” è una delle tante frasi che si dicono. Ci dimentichiamo forse un po’ troppo spesso che Atlantide era semplicemente un continente, un insieme di isole dove vi erano, almeno secondo Platone, città non molto diverse dalle nostre. Cosa rendeva Atlantide speciale? Le persone che in quelle mura vi abitavano, quelle che guardavano alla propria vita come un percorso di crescita, al proprio mondo come ad una eredità lasciata dai propri genitori ai propri figli. Ora proviamo per un momento ad immaginare di non essere schiavi di un sistema, ma padroni della nostra vita, siamo davvero così diversi dagli Atlantidei? La verità è che in noi vi è il potere di creare un mondo nuovo, uniti potremmo tornare davvero a respirare e a vivere da spiriti liberi. La società occidentale, per come la conosciamo, sta crollando, vuoi perchè siamo alla fine di un era, vuoi perchè siamo divenuti troppo ciechi per accorgerci di quello che stiamo perdendo in questa scalata verso quello che chiamano progresso. Paradossalmente l’unico modo che ora abbiamo per cambiare ciò che ci circonda è cambiare noi stessi. Il primo passo è allora quello di liberarci dai condizionamenti sociali: ci preoccupiamo tutti i giorni di esami, problemi sul lavoro, dei mille impegni tra lo sport dei nostri figli e la pulizia della casa, quando è stata l’ultima volta che ci siamo detti: “basta, stiamo esagerando, ora ci rilassiamo”? Non correte, non vi preoccupate, non pensate che il vostro obiettivo sia fare bella figura con gli altri o prendere trenta agli esami, non sono queste cose che siete venuti a fare in questa dimensione. Questo è quello che vogliono per voi, una vita passata a rincorrere dei falsi traguardi.

E’ molto più facile di quanto crediate vivere con semplicità e serenità. Cominciate con l’affrontare ogni problema col sorriso e dicendo: “non importa, lo posso risolvere facilmente”; guardando tutto dalla giusta  prospettiva uscirete dalle preoccupazioni quotidiane per riscoprire l’importanza dello spirito e per tornare ad essere collegati ed attenti al suo mondo. Non siete i soli a volerlo fare o i primi ad averlo fatto, incontrerete sempre più persone come voi perchè il mondo sta cambiando davvero. Rompiamo quindi insieme quella che in teatro chiamano la “quarta parete”, tornando finalmente alla vita reale, senza falsità e illusioni, senza paure ed incertezze. Se arriveremo tutti a capire e a fare questo, il mondo cambierà, e saremo fieri di poter dire che gli atlantidei ci potrebbero addirittura invidiare.