Blog

Per trenta denari

Quanti libri sono stati scritti su quella piccola illuminazione che accompagna una persona quando nella sua vita comincia a mettere qualcosa in dubbio.
Ci si sente diversi da come si era sempre stati e si entra in quello stato confusionale che precede l’accendersi di un fuoco interiore e l’inizio della ricerca di un percorso.

In questo articolo voglio però spingervi oltre quel momento per capire cosa accade quando gli eventi ci promettono una ricompensa se abbandoniamo tutto e ritorniamo indietro. Lo farò ricorrendo ad un vecchio racconto esoterico in cui ogni lettore saprà trovare risposte e domande da portare con sè.Verso la metà dell’ottocento c’era una casa famosa in Normandia per essere sempre stata la dimora di bizzarri personaggi. Li si vedeva vagare in compagnia di alcuni giovani intenti ad ascoltarne le frasi sconclusionate e a seguirne le sciocche movenze. In quella che fu una delle prime scuole di risveglio europeo accadde quanto di seguito.

– “Vorrei chiederti una cosa Maestro: Che cosa significa fare un percorso spirituale?
– “Dovresti saperlo ormai, significa soltanto conoscersi così profondamente da saper essere felici e da saper sentire ogni ricchezza e possibilità dentro di sè.”
– “E se io dovessi avere dei ripensamenti o se mi promettessero la gioia lontano dai tuoi esercizi cosa accadrebbe?
– “Dici questo perchè non ti è facile comprendere come io parli di felicità, ma sia sempre molto severo con te e ti annoi con lunghe sequenze, non è così?
– “Purtoppo è così e non capisco se sia io qui per mia scelta o perchè mi trattiene altro. Vorrei poter assaggiare più dolci, come dici spesso tu, prima di decidere se restare a gustare questo.
– “Allora ti do un ultimo grande compito ragazzo mio: Corri più lontano che puoi e immergiti nella Vita fino a quando il tuo corpo e la tua mente non si riempiranno di tutte le sue bellezze, poi torna un’ ultima volta da questo vecchio per raccontargli tutto ciò che hai visto.”

Il giovane annuì e andò via.Passarono dieci anni da quel momento e una mattina l’allievo tornò davanti alla casa del suo maestro con in braccio la figlia di otto anni. Gli dissero che il vecchio era mancato qualche mese prima, ma che aveva lasciato una piccola lettera per lui che nessuno aveva osato toccare. Egli la aprì e iniziò a leggere.

Raccontami dunque le tue avventure ragazzo e mentre lo fai guarda le stelle nel cielo, il mare in tempesta, ascolta il vento e il respiro di tua figlia. Io non avrò difficoltà a sentirti giacché mi trovo dentro di te non meno che in ogni altra cosa. Prima che inizi vorrei però svelarti dopo tutto questo tempo il più grande dei miei segreti: non mi è mai importato niente di quella gran quantità di esercizi. Ho solo creduto ciecamente, e anche quando ogni cosa era contraria e tu stesso non ci credevi, che quella Fiamma che è in te potesse accendersi ed illuminare così tutto ciò che guardavi. Ogni volta che ti vedevo uscire piegato dal peso di un evento sapevo di dovere ancora tentare e tornavo a gettarti in acqua per insegnarti a nuotare. Sono forse stato crudele, arrogante, noioso, ma lo sono sempre stato per un motivo. Ora sei qui per tua scelta, potevi non tornare ma lo hai fatto e, come vedi, la mia fiducia era ben riposta. Oggi sei qui con me e con la Vita dentro, sei felice e hai compreso come ogni evento che ti accompagnerà sarà sempre grande quanto dimostrerai tu stesso di esserlo. Dieci anni fa, quando mi chiedesti cosa sarebbe accaduto se ti avessero promesso la gioia lontano da me non ti risposi. Adesso ti dico che non esiste un luogo nel mondo dove tu sia te stesso e pieno di commozione e io non sia con te; non si abbandona mai un percorso spirituale poichè diventa quello che sei nel profondo. Buon viaggio allievo, figlio e fratello mio. Godi di tutto e respira sempre due volte: una per i polmoni e una per te.

“Chi è l’ uomo che siamo venuti a trovare papà?” Chiese la bambina notando una lacrima scendere dagli occhi del padre.

giuda

-“Ogni giorno di questi dieci anni è stato per me cose diverse, da un pazzo ciarlatano ad un padre lontano. Ora comprendo che lui è le stelle nel cielo, il mare in tempesta, il vento che ti tocca la pelle, il tuo piccolo cuore che batte ed ogni altra cosa. Lui è però, soprattutto, quella parte di noi che ci chiede di avere Fede anche quando tutto sembra essere assurdo e quando ci vengono offerti trenta denari in cambio di quello che siamo e della Vita stessa. Una forza troppo a lungo dimenticata e venduta in cambio di illusioni e facili giudizi. Forse è troppo tardi ma ora vedo finalmente con chiarezza e sono libero. Abiteremo qui da adesso in poi figlia mia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *