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Intorno agli spiriti


Ho sentito piccoli e silenziosi passi da bambino, ho sentito urli privi di voce, ho sentito il mio cuore battere … Ho sentito la vita e ho sentito la morte. Sono uno spirito … e basta
L’ uomo ha sempre avuto paura della morte. Comuni sono le domande : “C ‘è vita dopo la morte ? Rimane solo un corpo oppure rimane l’anima? Dove va a finire?”. Molti sono gli scettici ,ma molti sono certi dell’ esistenza di anime che rimangono su questa terra. Comunemente sono chiamati spiriti, dal latino spiritus che letteralmente significa soffio, respiro, alito, dal verbo latino spirare che vuol dire soffiare. Una moltitudine i film che trattano di case infestate da spaventosi fantasmi. Ebbene, sì esistono, ma non sono assolutamente simili a come la cinematografia vecchia e nuova ci mostra. Nessuna catena, nessun ululato: nulla di tutto ciò. Lo straordinario non sta negli effetti speciali creati solo al fine di provocare emozioni quali paure, spavento ecc, ma nella bellezza di riconoscere l’ esistenza di un’ anima che vive e pulsa anche dopo la morte .

Di che materia sono fatti gli spiriti?

A tutti sarà capitato di sentire, magari di notte,suoni o di avvertire la presenza di qualcuno. Quante volte è sorto il dubbio ‘Mi stanno osservando. Se ciò è accaduto, potrebbe trattarsi dell’ avvicinamento di uno spirito. Ovvio che non in tutti i casi abbiamo di fronte un fantasma, ma se i rumori aumentano in un’ ora precisa si può iniziare a parlare di loro. Questi esseri, come rievoca il nome, sono fatti di pura essenza , cioè incorporei. Come ho già accenato, possono creare suoni e spostare oggetti :non che stiano da mattino a sera a farlo, ma questo può succedere nel caso abbiano intenzione di trasmettere qualche informazione al proprietario dell’ oggetto. La loro permananenza sulla Terra dovrebbe essere breve, ma di questo ne riparleremo perchè purtroppo non è sempre così.

Bisogna avere paura di loro?

No di certo. Non sono quì per farci del male, per ucciderci: sono come dei bambini che hanno bisogno di cura, di comprensione, di ascolto. La nostra paura è la loro. Se la tenda di casa si muove da sola non bisogna scappare, ma chiedersi il perchè. E la risposta potrebbe essere:”c’è qualcun altro insieme a me e forse lui c’era da prima!”.

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