Verso la luce…

L’ uomo combatte da sempre con la morte,ne ha paura e per questo scappa. E’ una rincorsa continua con un unico vincitore. Gli spiriti segnano il passaggio di un uomo che continua un suo percorso, dopo quello terreno. L’ invisibile esiste: bisogna solo saper guardare. Ed ecco il sottile muro che si crea tra ciò che si può toccare e ciò che si immagina. L’ uomo a volte si inciampa e cade, senza sapere andare oltre . Quell’ impenetrabile velo di incertezza può essere superato da una figura : il medium , il tramite dei morti che cammina affianco agli spiriti conducendoli… verso la luce..

“Intorno agli spiriti” è stato il primo intervento del nostro sito web dedicato al mondo spiritico. Dopo aver trattato nei precedenti post di aura, di dimensioni, dei loro abitanti ecc..,ecco la seconda parte dedicata alla sfera dell’ invisibile. Che cosa verrà introdotto?. Come si è capito dalla premessa, parleremo di medium. Gli spiriti non sono esseri destinati a rimanere sulla terra: dopo la morte corporea hanno il diritto di andare via,di raggiungere il proprio destino. Se ciò non accade, questi esseri sono destinati a rimanere rinchiusi nel nostro pianeta come in una prigione senza chiavi. Ed ecco intervenire il medium. Il termine latino lo indica come un mezzo , uno strumento, un intermediario. Parla con le anime dei defunti, le ascolta, le aiuta. Medium si nasce: è un dono prezioso che bisogna usare con cautela. Molti i siti che vendono metodi per divenire tali , ma non è così.
Esistono , tuttavia , degli esercizi di visualizzazione , ma questa è un’ altra storia. Come agisce un medium? Quale importanza ha? Per rispondere alla prima domanda è necessario stabilire i mezzi che gli consentono di relazionarsi con uno spirito:
  • Per via orale (“psicofonia”)
  • Per via scritta (“psicografia” o scrittura automatica)
Per via orale, si intende il rapporto istantaneo tra medium-spirito e cioè l’ ascolto della voce. Sentire uno spirito significa entrare nel problema , analizzarlo e risolverlo. L’ ascolto avviene nella mente. Nella prima fase, il medium chiede il nome e il motivo della morte. In alcuni casi questa fase è la più difficile e dipende dal trauma subito , che il più delle volte è dovuto a una morte improvvisa o traumatica che porta lo spirito ad avere un conto in sospeso con la terra. Questo dramma lo dimostra ripetendo la propria morte in modo continuo. La seconda parte si concentra nell’ analizzare la causa, ossia ciò che spinge lo spirito a rimanere. Quest’ ultimo punto potrebbe essere dovuto :
  1. a morte accidentale
  2. ad un appuntamento mai avvenuto
  3. ad un affetto
  4. ad un oggetto amato come palla, quaderno, diario
  5. ad un luogo come casa, cortile, giardino
  6. ad una malattia non desiderata
  7. a non sapere di essere morto
  8. ad un attaccamento alla vita
L’ultima fase vede la risoluzione del problema e dei punti indicati sopra. Ciò comporta la liberazione dello spirito, il raggiungimento della sua nuova meta.
Per via scritta si intende il processo di riportare le parole su carta, non più in modo cosciente ma guidati dall’ essenza spiritica. Il medium, per fare si che riesca l’ operazione, agisce entrando in uno stato di trance oppure rimanendo conscio senza la consapevolezza di quello che in quel momento sta scrivendo. Analizziamo la parola trance. La trance è lo stato che porta il medium ad avere spontaneamente insensibilità agli stimoli esterni. Quindi non vi è alcuna percezione della realtà. Questo lo porta ad avere un’ amnesia, a non ricordarsi più nulla dell’ accaduto. In questo stato nella scrittura automatica, lo spirito riesce a controllare i suoi movimenti , nello specifico le mani, in modo da trasmettergli informazioni che poi saranno utili per aiutarlo .
Il medium è quindi una figura rilevante: la sua importanza risiede nell’ aiutare le anime intrappolate. Non le giudica, ma le protegge fino al raggiungimento della loro felicità. E’ un tramite prezioso e non un nemico. Come il vento soffia le foglie autunnali, il medium soffia le anime verso la felicità: verso la luce…

Un abbraccio

Intorno agli spiriti


Ho sentito piccoli e silenziosi passi da bambino, ho sentito urli privi di voce, ho sentito il mio cuore battere … Ho sentito la vita e ho sentito la morte. Sono uno spirito … e basta
L’ uomo ha sempre avuto paura della morte. Comuni sono le domande : “C ‘è vita dopo la morte ? Rimane solo un corpo oppure rimane l’anima? Dove va a finire?”. Molti sono gli scettici ,ma molti sono certi dell’ esistenza di anime che rimangono su questa terra. Comunemente sono chiamati spiriti, dal latino spiritus che letteralmente significa soffio, respiro, alito, dal verbo latino spirare che vuol dire soffiare. Una moltitudine i film che trattano di case infestate da spaventosi fantasmi. Ebbene, sì esistono, ma non sono assolutamente simili a come la cinematografia vecchia e nuova ci mostra. Nessuna catena, nessun ululato: nulla di tutto ciò. Lo straordinario non sta negli effetti speciali creati solo al fine di provocare emozioni quali paure, spavento ecc, ma nella bellezza di riconoscere l’ esistenza di un’ anima che vive e pulsa anche dopo la morte .

Di che materia sono fatti gli spiriti?

A tutti sarà capitato di sentire, magari di notte,suoni o di avvertire la presenza di qualcuno. Quante volte è sorto il dubbio ‘Mi stanno osservando. Se ciò è accaduto, potrebbe trattarsi dell’ avvicinamento di uno spirito. Ovvio che non in tutti i casi abbiamo di fronte un fantasma, ma se i rumori aumentano in un’ ora precisa si può iniziare a parlare di loro. Questi esseri, come rievoca il nome, sono fatti di pura essenza , cioè incorporei. Come ho già accenato, possono creare suoni e spostare oggetti :non che stiano da mattino a sera a farlo, ma questo può succedere nel caso abbiano intenzione di trasmettere qualche informazione al proprietario dell’ oggetto. La loro permananenza sulla Terra dovrebbe essere breve, ma di questo ne riparleremo perchè purtroppo non è sempre così.

Bisogna avere paura di loro?

No di certo. Non sono quì per farci del male, per ucciderci: sono come dei bambini che hanno bisogno di cura, di comprensione, di ascolto. La nostra paura è la loro. Se la tenda di casa si muove da sola non bisogna scappare, ma chiedersi il perchè. E la risposta potrebbe essere:”c’è qualcun altro insieme a me e forse lui c’era da prima!”.