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Alice Piazza

Cercavo risposte, dentro e fuori di me. Sopravvivevo in un mondo che non capivo, non mi apparteneva, non spiegava quello che sentivo nel mio profondo, nè quello che percepivo attorno seppur invisibile. Credevo di essere sbagliata, diversa in senso negativo. Essendo empatica subivo la pressione e tutta la mole di informazioni, situazioni e persone che mi circondavano. Sentivo di “valere qualcosa”, ma non riuscivo a vedere in me la bellezza e di conseguenza non la vedevo neanche fuori.
La spiritualità, o quello che consideravo esoterismo, mi attraevano e risuonavano in me come un antico richiamo, ma nessun libro, nessun percorso mi rappresentava, viaggiavo nel mondo con la netta sensazione di essere un pesce fuor d’acqua. Un giorno, che ricordo bene, ho trovato/ritrovato questo antico percorso. Ciò che da subito mi ha attratta e riscosso (all’epoca) rara fiducia era che in questo cammino ogni argomento elencabile sotto la voce “spiritualità” viene trattato. Non c’è bisogno di scegliere una pratica specifica escludendone altre, perchè ogni cosa viene affrontata (in quelli che qui chiamano i “Sei Torrenti”) e tu nella pienezza dei vari argomenti ti occupi di ampliare la tua prospettiva su tutto, permettendoti così di diventare responsabile della tua intera esistenza. Nel percorso non devi credere ciecamente a qualcosa, fai ciò che scegli, guidato da insegnamenti necessari finchè non si radicano in te, o finchè senti di volerne fare esperienza. Impari a gestire ciò che provi, la tua relazione con te stesso, le emozioni, finchè non “maturi” come persona nel vero senso della parola e smetti di incolpare o ringraziare l’esterno per ciò che ti accade, ma ti rimbocchi le maniche e senti di essere in grado di imparare a “vivere con la vita”, smettendo di sopportarla. Impari che la relazione più importante di tutte, è proprio quella con te stesso e con ciò che avevi dimenticato di Essere.