Meravigliosa gelosia

“Caro David, sono Cristina, ti scrivo perchè la mia relazione ventennale è ormai al collasso e il problema più grande è la nostra enorme, dannata gelosia. Hai consigli da darmi per lavorarci?”

Dolce Cristina, posso assicurarti che non è come sembra, e non ti darò nessun vero consiglio, solo un invito ad osservare meglio.

Immagino tu già lo sappia: ogni individuo può trascorrere periodi interi della sua vita chiuso in se stesso, sigillato ermeticamente. Ognuno di noi può mettersi a costruire mura solide che lo proteggano da ogni altro, dal mondo intero. E quando questo accade niente e nessuno può toccarci, questo è vero, ma subito scopriamo anche che il prezzo di una tale chiusura è sempre la prigionia. Niente può entrare e tu non puoi uscire. Un prezzo davvero alto, che prima o poi diventa insopportabile, allora lo abbandoniamo.

Usciti di prigione, però, da dove cominciare? Sembra difficile rientrare in contatto con l’Esistenza: è così grande, così immensa. Ebbene, la porta sono le relazioni. Perchè quando intessi una relazione la tua energia fluisce spontaneamente verso il partner e i due fiumi si incontrano: creano un’inondazione. In breve tempo ogni barriera può cadere, ogni difesa dissiparsi, il possesso divenire casa comune. E questo dono inaspettato è così straordinario, così terapeutico da farti sentire ricca: l’alba di ogni relazione è un nuovo miracolo. Le vostre periferie svaniscono e l’altro appare sempre più come una porta per profondità nuove. Allora arriva la gelosia.

Ma bada bene: la gelosia non è lì per via del partner, lui non c’entra niente, lei è lì per Te. La gelosia è lì per ricordarti che nascondi ancora la paura di tornare in isolamento e che la Vita ti chiede di imparare ad Amare incondizionatamente, ad aprirti ancora, così tanto da non riconoscerti più. Lei dice: “Se non vuoi tornare indietro devi saltare in avanti!”.

Le persone però non sono abituate a tuffarsi in quel grande Oceano e allora fanno della gelosia un’eccesso di impegno, di zelo: il mettercela tutta pur di trattenere quel pò di Bellezza che hanno trovato.

Non condannarla, non ce n’è bisogno, lei non è il problema più grande. E’ solo che avete sofferto tanto, poi è arrivato l’altro e vi ha ricordato che potevate non pagare più un prezzo così alto. Lo avete considerato un miracolo divino, e avevate ragione. Però poi vi siete induriti, fermati, avete chiuso i pugni, intrappolato quella benedizione. Eppure la gelosia è lì per ricordarvi quanto preziosa sia questa occasione, quanta energia e quanto impegno sono necessari per passare attraverso il partner e arrivare a riconciliarvi con la Vita intera.

Prima di arrendervi provate allora a ricordarvi cosa desiderate davvero, a concedervi totalmente l’uno all’altro, ad abbandonarvi alla sincerità più totale.

Potete sentirlo con il Cuore: la gelosia non è un’ostacolo, ma un trampolino di lancio.

Un abbraccio inondante

Il giuramento del mendicante

“Forse non ne vale la pena, in fondo si sta meglio qui dove sono.”

Quante volte ci sei andato vicino, davvero vicino, a toccare finalmente quella cima agognata, a mettere il piede sulla soglia di Casa, ed è sorta in te la sensazione di dover rinunciare. Quante volte avresti potuto portare tutto su di un livello più alto, mostrarti per quello che sei, e sei invece scappato via.
E’ sempre come un brivido che sale dalle profondità più remote e ti consiglia di mirare più in basso, di risparmiarti un poco, di non colpire il bersaglio; come una voce che ti sussurra all’orecchio: “Cosa accadrà se vinciamo?”. Rifletti su questo: tutto il mondo, l’intera Umanità, dichiara di percorrere un sentiero alla ricerca di Amore, Pace, Verità, di Dio e poi, non appena percepisce la loro vicinanza, si distrae, li ripudia, torna indietro.

Si tratta come di un antico giuramento, di un vecchio voto, che ha a che fare con tutte quelle volte in cui non ti sei sentito abbastanza grande, abbastanza meritevole. Di tutti quei momenti in cui hai scommesso su di te e hai perso, in cui hai pregato e sei stato abbandonato, di quando non hai saputo gestire il tuo potere e qualcuno accanto a te ne ha sofferto tremendamente.

Così hai detto: “Giuro solennemente di farmi da parte, di mettermi a sedere sul ciglio di una strada a guardare gli altri che passano. Facciano loro, io ne ho abbastanza, il mio cuore ne ha abbastanza. Chiederò l’elemosina, sarò mendicante, tutto purchè nulla più dipenda da me.”

Hai promesso a te stesso di non tentare mai fino in fondo per non incontrare ancora il fallimento. E per via di questo giuramento, ogni volta che hai avuto un’occasione, ogni volta che si è aperto un sipario, che ti è stato donato uno scettro, che qualcuno ti ha amato: hai fatto il possibile per allontanare, per sabotare, per rinunciare, per non doverti ancora fidare. E lo hai fatto così bene, e per così tante vite, che oggi probabilmente te ne sei persino dimenticato, che non te ne accorgi nemmeno più, tu come tanti altri con te.

Eppure lo sai, se stai viaggiando nelle profondità dello Spirito, forse lo senti. Molte volte ti è sembrato di cadere e tanto ti è sembrato di perdere, ma questa è stata solo una versione del tuo racconto. Quanta Bellezza nell’Universo nasce da ciò che crediamo un errore, da un’imperfezione. Quanta Meraviglia può sorgere dalle lacrime di un pianto, dal dolore di un parto.
Allora ascoltami bene e medita su questo: le tue vesti sono logore, le tue mani sporche, ti sei punito abbastanza. Ti sei punito abbastanza! Perdona ciò che è stato, perdonati per quello che non hai potuto dare, riconosci le tue qualità, vai fino in fondo: che altro puoi fare? Sei un Re travestito da mendicante, per quanto tu possa fingere bene, la luce che hai negli occhi svelerà sempre il tuo inganno.

Un abbraccio per sollevarci insieme

In un Tempo di minacce, usa il tuo Tempo per amare

Oggi è una meravigliosa giornata di Maggio, la luce del Sole accarezza dolcemente le fronde colorate degli alberi, il vento dondola le altalene, la gravità culla i ruscelli. Sei in loro compagnia?

Oggi tutti muoviamo un passo nuovo in questa vita, riceviamo nelle mani una splendida occasione per portare avanti il viaggio sulla Terra a modo nostro, indipendentemente dal vorticare del mondo. Non farti portare via il tuo tempo, te ne prego.

Perchè hai a disposizione solo una manciata di anni all’interno di questo corpo e il tempo è quindi il dono più prezioso a tua disposizione. Puoi trascorrerlo come preferisci, persino condividerlo con qualcuno. Quando dedichiamo il nostro tempo a qualcuno o qualcosa stiamo donando il nostro bene più prezioso. Quando concediamo a qualcuno il nostro tempo, gli stiamo offrendo un capitolo della nostra vita, lo stiamo invitando a fare parte della nostra storia. Non risparmiare tempo, godilo tutto e subito.

Rifletti su come trascorri le tue ore, su quanto navighi nel fiume dei pensieri, sulle pre-occupazioni e il loro peso, sui lamenti, la meditazione, sulla preghiera e i sorrisi… rifletti sul tempo che trascorri ad amare.

Ricorda questo: tu sei il mondo in cui ti sei incarnato, tu curi questo angolo di giardino. Che si possa dire davanti alle sue porte: “Qui abitano abbracci e baci senza paura, qui si vive intensamente.”

Che questo tuo momento possa essere per amare.
Che tu possa amare dedicando il tuo prezioso tempo.
Che non ci sia altro tempo, altro spazio, privo di vita, privo di Te.

Nel primo commento ti lascio una meditazione per accompagnare questa amorevole giornata.

Un abbraccio inn-amorato

La magia della primavera

Quante riflessioni ha portato con sè l’inverno? Quanti cambiamenti, consigli, nuove possibilità ti ha proposto?

Te ne sarai accorto in tutti questi anni: le stagioni hanno una loro energia, cambiano il nostro respiro, le nostre emozioni, le giornaliere abitudini. Le stagioni sono come stanze nella nostra coscienza, luoghi che si aprono per un breve periodo di tempo e ci chiamano ad incontrare nuove sfumature di vita, a riabbracciare antiche parti di noi.

Il vorticare dei mesi ci guida in un viaggio interiore, andiamo ad abitare in aree diverse, torniamo in una stanza dopo un anno e ritroviamo gli stessi abiti, colori, desideri lasciati laggiù. Prova a verificarlo, a paragonare tutti i temi di questo inverno con quelli degli ultimi inverni. Vedrai un filo rosso, una linea tracciata per portarti a determinate consapevolezze, a sciogliere catene, ad aprire porte.

E ora sta arrivando la primavera, entriamo nei suoi odori, nella sua magia. Aprile ne varca lentamente la soglia e pone i primi interrogativi: “Come fioriamo? Quanta libertà e sincerità nel rapporto con noi stessi? Quanto coraggio abbiamo questa volta di condividerci con il resto del mondo?”.

Allora entra in ogni stanza con la stessa gioia di un ritorno a Casa, e poi ordinala, goditela, assaporala intensamente. E quando arriverà il momento di salutarla ricorda: quello che qui lasci integrato o irrisolto lo ritroverai, non fuggirà, non svanirà, è parte di te.

Perchè le stagioni sono dipinti di questa nostra eterna e misteriosa avventura, occasioni per ricordare che possiamo continuare ad incontrarci per l’eternità senza arrivare a conoscerci mai pienamente.

Un abbraccio nomade

Il potere del cambiamento

Quando ti guardi intorno e scopri che non si tratta del mondo che vorresti, hai il potere e il diritto di fare qualcosa a riguardo. Ci sono allora due strade in cui procedere: impegnarti per cambiare il sistema dall’interno, costruire una alternativa.

In queste ore molti si trovano nelle piazze per protestare, altri vanno a vivere in comunità sperdute. Alcuni si propongono in politica, altri evadono le leggi. Chi organizza conferenze in Università e ospedali, chi costruisce università e ospedali diversi. Coloro che dibattono con i professori e i presidi nelle scuole, coloro che mandano i figli a studiare nei boschi.

Se procedi per la prima strada, chiediti quanto segue:

1- Ho il potere di cambiare questa parte del sistema?
2- Il sistema vuole cambiare?
3- Il cambiamento è possibile nel breve-medio o lungo periodo?

Se procedi per la seconda via, invece:

1- Quale novità desidero-propongo?
2- Esistono già sperimentazioni a riguardo?
3- Ho abbastanza coraggio per vivere diversa-mente?

In ogni caso nessuno può cambiare il mondo da solo e vale sempre la pena di trovare altri che condividano il loro cuore con il tuo. Stai però bene attento alle conseguenze di fare parte di qualcosa. Perchè un movimento nato dalla paura e dalla rabbia termina sempre in una tempesta di rabbia e paura, mentre uno che nasce dal desiderio ne porta sempre di nuovi.

E poi? Quale che sia la tua scelta, una volta presa la tua decisione , coltiva il sogno che porti con te e non arrenderti. Ricorda questo: chi non ha un sogno è destinato a seguire il sogno di qualcun altro.

Un abbraccio dalle comunità sperdute

Ogni giorno è un giorno nuovo

Alcune settimane fa mi trovavo davanti ad una scuola elementare nell’ora dell’uscita pomeridiana. Quando si sono aperte le porte ho visto intere classi di bambini uscire a testa china, tristi, arrabbiati, con le lacrime agli occhi. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che si trattava del ‘giorno della memoria’. Le maestre orgogliose si sono messe quindi a descrivere ai genitori presenti il loro impegno profuso per raccontare e mostrare le immagini di alcune atrocità passate. Ho riflettuto sulle follie di cui siamo capaci.

In questa meravigliosa giornata di primavera sono invece venuto a sapere che in Italia si è scelto di dedicare il 18 marzo alle vittime di covid, così da assicurare una nuova lacrima alle prossime generazioni, segnare ancora una cicatrice nel loro cuore. Prima allora che dilaghi il sostegno a questa iniziativa, è bene dirne qualcosa.

Perchè quello che i politici ignorano, e che molto dell’esercito di educatori decide di non vedere, è che un giorno dedicato alle vittime di qualcosa si tramuta facilmente in un giorno dedicato alla rabbia, alla frustrazione, alla paura. Si tratta di un tempo dedicato al dolore, alla malattia, alla crudeltà, all’impotenza e questo non educa mai al rinnovamento, alle scelte diverse, ma al senso di colpa, alla paura di ciò che potrebbe ancora accadere.

Non ci sono vittime, qualcuno doveva dirtelo prima o poi. Quale mancanza di empatia, di compassione, di rispetto nel considerare qualcuno vittima. No, non ci sono vittime, tu hai il diritto di non essere considerato tale, perchè qualunque cosa ti accadrà avrai certamente fatto del tuo meglio per vivere fino alla fine, per respirare, amare, per essere te fino agli ultimi istanti di questa tua esperienza sulla Terra. Nessun evento avrà mai il potere di privarti del tuo essere un protagonista, una parte importante nella nostra Storia.

Se vogliamo crescere dobbiamo imparare a lasciare cadere il passato, perché ogni nostra resistenza deriva sempre dal passato. Continuiamo a giudicare il presente riferendoci al passato, ma il passato non è più, può diventare del tutto irrilevante, eppure lo lasciamo interferire. Continuiamo a giudicare in base a quello, a dire: “Questo è giusto e quello è sbagliato”, e tutte queste idee di giusto e sbagliato, tutte queste energie, derivano da qualcosa che è morto. Il tuo passato cadaverico pesa su di te al punto che ti impedisce di muoverti. Impara da lui ad essere chi sei meglio di ieri, e poi lascialo cadere completamente, ne rimarrai sorpreso: la maggior parte della sofferenza scomparirà.

Non abbiamo bisogno di una via crucis nei nostri cuori, di giornate dedicate alla fatica, alla morte, alla sofferenza: abbiamo piuttosto bisogno della festa del desiderio, della giornata della passione, di libertà e non liberazione, dell’amore senza innamorati, della gioia di imparare ad essere autentici, felici, soli e inseparabilmente insieme.

Perchè ogni giorno è un giorno nuovo, ed è completamente tuo, al tuo servizio, viene per te: non dedicarlo ad altro che non sia viverlo intensamente.

Un abbraccio in festa

La paura non è nostra nemica, è semplicemente un sintomo frainteso

Quanti artisti rassegnati mi hanno scritto in questo periodo, quanti sognatori affranti, quali conseguenze sta avendo quest’anno straordinario.

Ieri una fanciulla mi ha detto: “Sembra che su questo pianeta vengano premiati sempre coloro che hanno paura”. E a modo suo aveva ragione: la nostra società premia coloro che hanno fede in lei, che le chiedono protezione in cambio di libertà. Questa è la bilancia di tutte le nostre forme di governo: su un piatto la protezione, sull’altro la libertà.

Coloro che scelgono la prima godono di innumerevoli vantaggi, dicono: “a tempo indeterminato”. Laurea, matrimonio, stipendio fisso, casa di proprietà; una chiesa, un partito, una squadra che vinca per loro. Ma non dimenticare il prezzo che si paga per tutto questo. Non dimenticare che per ogni certezza guadagnata si perde sempre il potere di desiderare, la capacità di ascoltare, la gioia di avventurarsi oltre sè stessi.

La paura non è nostra nemica, è semplicemente un sintomo frainteso, non una malattia da curare. Lei è solo un sintomo, ed è molto utile perchè ti chiede di non sprecare questa tua vita. Ti dice solo di abbandonarti di più, di trovare tutti i desideri che cela dietro di sè e seguirli. Il problema nasce quando la paura diventa patologica, una scelta di vita, il sottofondo ad ogni passo. Quando smetti di interrogarti su di lei e inizi a sopportarla. Allora impari a non guardare più oltre, a non vedere cosa ti aspetta oltre il bisogno di protezione.

Perchè esiste sempre una finestra ai margini della nostra vita e la gente teme di guardarci dentro. Si tratta di un’apertura dalle corazze, di una via di possibilità oltre di loro, di un azzardo che ti viene a sedurre. Solo pochi sono disposti ad attraversare, sempre meno ogni giorno che passa, sempre meno ogni talento rinnegato, ogni sogno abbandonato. Eppure quei pochi erediteranno la Terra domani.

Se hai abbastanza coraggio, se ami la Vita e le sue meraviglie, se un pezzo del tuo cuore è ancora disposto a stupirsi, ricorda questo: “Il tempo di avere fede in qualcosa, di pregare un Dio per qualcosa sta finendo, oggi puoi sentire che Dio è quello che hai dentro, Dio è quello che sei: abbi fede in questo, e scopriremo nuovi mondi insieme”.

Un abbraccio profetico

In un paese che non m’aricordo

In un paese che non m’aricordo
C’era una volta un re ch’era riuscito
a mette tutto er popolo d’accordo
e a unirlo in un medesimo partito
che era quello monarchico per cui
era lo stesso che voleva lui.

Quando nasceva un suddito er governo
je levava una ghiandola speciale
per aggiustarje er sentimento interno
secondo la coscienza nazionale
in modo che crescesse nell’idea
come un cocchiere porta la livrea.

Se cercavi un anarchico .. Domani!
Macchè! non ne trovavi più nessuno
nè socialisti nè repubblicani
manco a pagarli mile lire l’uno
qualunque scampoletto di opinione
era venduto a prezzo di occasione.

Per questo in quel paese che vi ho detto
viveano così ch’era un piacere
senza un tirate là, senza un dispetto
ammaestrati tutti di un parere
chi la pensava differentemente
passava pe’ un fenomeno vivente.

Er popolo ogni sera se riuniva
sotto la reggia pe’ vedè er sovrano
che apriva la finestra tra l’evviva
e s’affacciava tra lli sbattimano
fino a che non pijava la parola
come parlasse a ‘na persona sola.

– Popolo – je diceva – come stai? –
E tutto quanto er popolo de sotto
j’arispondeva – Bene! Assai! –
– Ce pare d’aver vinto un terno al lotto! –
E il re contento, dopo averje detto
quarche altra cosa li mannava a letto.

Ecchete che una sera er Re je chiese
– Siete d’accordo tutti quanti? –
E allora da centomila bocche non si intese
che un -sì -allungato che durò mezz’ora.
Solamente un ometto scantonò
e appena detto sì disse però.

Vi immaginate quello che successe!
– Bisogna bastonarlo – urlò la folla
– Le indecisioni non sono più permesse
se no ricominciamo il tirammolla. –
– Lasciate che mi spieghi e poi vedremo –
disse l’ometto che non era scemo.

– Defatti appena er Re c’ha domandato
se eravamo d’accordo j’ho risposto
nel modo che avevamo combinato
ma un buon amico che c’avevo accosto
per fasse largo, proprio in quel momento
m’ha acciaccato li calli a tradimento.

Io dunque non ho fatto una protesta
quel però che mi è uscito in bona fede
più che un pensiero che c’avevo in testa
era un dolore che sentivo al piede.
Però, dicevo, è inutile se poi
ce pestamo li calli tra di noi.

Quanno per ambizione o per guadagno
uno non guarda più dove cammina
e monta sulli calli del compagno
va tutto a danno della disciplina.-
fu allora che la folla persuasa
je disse – vabè, però stattene a casa.

A Trilussa, nel mese in cui lasciò la Terra, e le sue poesie, al nostro tempo.

Samhain

Forse non tutti sanno che la festa del 31 Ottobre, oggi chiamata Halloween, derivi in realtà dall’antico Samhain, festa pagana del capodanno celtico.

Questo giorno era considerato dai celti come un momento fuori dal tempo, sacro e profondamente spirituale, in cui era usanza ringraziare l’anno passato e accogliere quello nuovo accendendo insieme un grande fuoco.

L’unico elemento che accomuna l’odierno Halloween all’antico Samhain è l’intuizione che in qualche modo il velo che separa il mondo dell’invisibile e quello del visibile possa venire meno in queste ore.

Anticamente in tutte le tradizioni si considerava il periodo autunnale come il momento migliore di tutto l’anno per avvicinarsi al culto dei morti, alla percezione degli spiriti, alla preveggenza, alla telepatia, alla concretizzazione nella materia della forza spirituale ed energetica.

Ancora oggi per chi riesce a permettersi di ascoltare se stesso e il mondo intorno a lui, questi sono giorni di grande intensità e di grande forza. Ogni meditazione, ogni intuizione, ogni percezione o esercizio energetico risulta in queste ore più vicino, più concreto e forte che mai.

Sento allora di voler condividere con chiunque desideri vivere queste ore diversamente un piccolo suggerimento che i miei Maestri diedero a me diversi anni fa.

“In queste ore le tue energie raddoppiano, il tuo inconscio e il tuo conscio tendono ad unirsi per ricordarti la forza e la grandezza che ti appartengono. Chiudi gli occhi e ascolta vibrare il tuo corpo. Ciò che potrai comprendere oggi rappresenterà il centro del tuo lavoro per tutto il prossimo anno.”

Buon Samhain!

Apocalypse New (Age)

In Apocalisse si sa, le strade abbondano sempre di profeti, indovini, Messiah, maschere e mascherine di ogni sorta. Questo nostro meraviglioso momento non fa eccezione e non passa giorno in cui qualcuno, dagli angoli dei media, non dica che solo i buoni si salveranno, che la Bestia virulenta sarà sconfitta, che i pianeti magicamente si stanno allineando e che numerologie antiche avevano previsto tutto.

Nulla di nuovo, niente di diverso da qualsiasi altra fine del mondo, da qualsiasi altro periodo in cui la Vita ci ha chiesto improvvisamente di affrontare la nostra fragilità, e di pagare il prezzo costretto per un cambiamento inevitabile. Però questa volta, a ben guardare, una novità c’è, ed è davvero curiosa: la New Age risorge dalle ceneri!

E in sua compagnia aggiungiamo anche i nostri effetti apocalittici, dal sapore squisitamente anni ’60, a tutta la lunga lista di quelli tradizionali. Ci troviamo così alle prese con un enorme portale dimensionale che si starebbe aprendo (senza avere minimamente idea di cosa sia un portale!), con esseri lemuriani di luce galattica che stanno arrivando, con complotti mondiali che stanno emergendo, con i figli dei fiori che torneranno finalmente a popolare la Terra.

Così migliaia di persone nel mondo, mentre barba e capelli tornano a crescere (e io di questo sono ovviamente felice), propongono grandi raduni meditativi online per accogliere questa nuova Era che verrà. Una proposta che ha il nobile intento di spingere il cambiamento e portare un’onda di consapevolezza nel popolo umano, e che poggia saldamente le sue basi tecnico-energetiche sul celebre effetto Maharishi. Negli anni sessanta Maharishi Mahesh Yogi propose infatti in Occidente un tipo di meditazione mantrica che si diffuse largamente e diede vita ad alcuni esperimenti interessanti. La ricerca si concentrò sul contributo che una coscienza individuale poteva dare ai cambiamenti di quella collettiva. In altre parole, si trattava di comprendere la spinta vibrazionale che un individuo immerso in meditazione poteva trasmettere all’Umanità. Si dice che questo effetto sia stato testato nei decenni diverse volte e con alcuni benefici nella statistica di crimini e dati sensibili delle città. Qualcuno è anche arrivato a trovare una formula generale che stabilisce che l’un percento della popolazione sia sufficiente per condizionare la restante parte, o addirittura la sola radice quadrata dell’uno percento. Questo significherebbe che per un totale di poco più di sette miliardi di esseri umani basterebbe il contributo di settanta milioni di meditatori o anche soltanto di ottomila persone per avviare un’onda rinnovatrice. Mi rendo perfettamente conto che sarebbe splendido, ma il punto è che tutti questi calcoli non sono basati su alcuna esperienza globale dimostrata. Si tratta infatti di esperimenti sparpagliati, il più delle volte sostenuti da circoli affini allo stesso Maharishi. Inoltre, volendo attenerci anche solo in parte alla teoria, si tratterebbe di proporre a migliaia-milioni di persone la medesima pratica meditativa, con i medesimi intenti e nello stesso breve periodo di tempo.

Allora lasciatemi dire questo: noi abbiamo un enorme potere di condizionamento sul mondo, ma è sempre proporzionale al nostro livello di coscienza, alla realtà che lo circonda, ed è soggetto alle ‘ragioni della Vita’. Facciamo un esempio: tu abiti in un condominio affollato da un centinaio di individui dediti al caos interiore e decidi oggi di condividere la tua presenza meditativa con il mondo intero. Considera allora questo: la vibrazione che emanerai sarà grande quanto lo sei tu, si troverà subito ad avere a che fare con l’immenso Oceano di emozioni e pensieri del tuo vicinato- una parte davvero micro dell’Oceano terrestre- e se fosse comunque in grado di influire sulle altre onde, si troverebbe in seguito ad avere a che fare con l’intelligenza che domina e guida le nostre strade. Mi riferisco qui a tutte quelle forze inconsce che permettono ad ogni spirito di portare avanti la sua incarnazione come prestabilito e che creano le sfide che tutti stiamo affrontando per uno scopo preciso. A questo proposito: se tu inviassi l’intento di cancellare il virus, la Vita ti risponderebbe più o meno così: “L’ho creato io!”.

E allora? Allora il tuo contributo è davvero prezioso, ma è solo un contributo, senza alcuna pretesa statistica di condizionamento. Esistono poi delle vie più efficaci per unire gli intenti, quali ad esempio i campi di meditazione nei quali alcuni gruppi di persone, fisicamente vicini, vengono guidati ad incanalare la loro energia verso un’area precisa. Oppure alcune comunità utilizzano l’immissione di intenti nei meridiani della Terra, altre chiedono aiuto alle Guide dei piani sottili. Insomma, esistono moltiplici modi per donare e donarsi, ma partono tutti da un percorso precedente di consapevolezza profonda.

Arrivati quindi a questo punto è il momento di dire quanto segue: in verità, in verità vi dico che avevamo tutti bisogno di un’Apocalisse e finalmente Lei è arrivata. Dovrebbe accadere più spesso, essercene almeno una alla settimana.

Perchè Apocalisse significa rivelazione, una grande occasione di verità dalla quale non ci si può nascondere. Prendi da esempio queste giornate, la prima volta dopo decenni che il nostro occidente viene scosso tanto. Prova a fare una piccola passeggiata per le strade, qualche passo nei supermercati, e osserva la folla, fermati ad ascoltare. Vedrai che di questa Apocalisse ne avevamo tutti davvero tanto bisogno. Troverai individui spaventati dalla vita che parlano di morte. Sentirai la loro paura prendere il sopravvento, la loro rabbia emergere finalmente e con orgoglio. Quanto è necessario che questo accada, che il dolore frustrato e represso si mostri.
Ti stupirai però anche di fronte ad una nuova luce. La luce negli occhi di coloro che hanno sempre desiderato il cambiamento, ma che non avevano ancora avuto il coraggio di attuarlo. Persone che si stanno ora finalmente chiedendo: “Come ho vissuto fino adesso? Quali sono i miei valori reali? Da dove ripartire?”. Quanto è importante farsi queste domande coraggiose.

L’Apocalisse è allora l’occasione perfetta per non saltare su piani dimensionali intergalattici, ma per ritrovarsi dentro, per mettersi in ascolto e manifestare le proprie profonde intenzioni. Perchè ogni volta che il mondo sembra stia per finire si ha, in realtà, la meravigliosa occasione di fare finire solo il proprio mondo. Per muovere un passo avanti, ognuno nella direzione che gli appartiene.

Il mio è un invito contro corrente, un appello increscioso: non avere fretta di spegnere il fuoco tuo o altrui, lascia invece che bruci ancora un poco. E alla fine vedrai che non sarà l’Umanità ad essersi incenerita ma, se siamo fortunati, soltanto una certa idea di Lei. Quando poi tutto sarà rivelato tornerà certamente il tempo dei raduni, delle discussioni, delle condivisioni globali di progetti ed energie, ma solo quando saremo davvero pronti.

Questo mio appello alla consapevolezza magari rimarrà inascoltato, ma io ho voluto comunicarlo lo stesso. Ci tengo che sappiate che esiste un’alternativa, alla quale so per certo che molti di voi appartengono, forse senza saperlo o senza avere il coraggio di ammetterlo. Il “senso di colpa” sociale e le mode spirituali cui siamo soggetti sono le nostre vere ancòre, ed è importante saperlo, fa la differenza, soprattutto oggi.

“Non apriamo portali, lasciamoli stare, apriamo invece al presente, e al nostro profondo.”

Un ultimo abbraccio pestilenziale